Enciclopedia Cattolica vol. I, 1948 Teologia dogmatica Dio

APPROPRIAZIONE

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APPROPRIAZIONE. - « Manifestazione della divina persona attraverso gli attributi propri della divina essenza » (Sum. theol., 1ᵃ, q. 39, a. 1). Questa voce fa parte della terminologia trinitaria, di cui i teologi si servono per esprimere in linguaggio umano le ricchezze dei divini misteri. Quando si parla di Dio, che trascende tutto il mondo finito, nessun concetto e nessuna parola può adeguarsi all'oggetto: pensiero e linguaggio hanno soltanto un valore approssimativo, analogico (v. ANALOGIA), che si fonda sul rapporto di causalità e quindi di somiglianza tra le cose create ed il Creatore. Per questa via la ragione umana riesce a cogliere con sicurezza, sia pure analogicamente, molti attributi o proprietà essenziali di Dio, come l'onnipotenza, la sapienza, la bontà, ecc. (v. ATTRIBUTI DIVINI). La rivelazione poi manifesta quello che la ragione non avrebbe mai potuto raggiungere: il mistero della vita intima di Dio, la Trinità, di fronte alla quale il nostro linguaggio si fa ancora più povero e inadeguato. Dalla divina rivelazione sappiamo che in Dio vi sono tre persone, di cui ciascuna ha la sua nota distintiva e le sue proprietà personali (Padre, Principio generale; Figlio, Immagine, Unigenito; Spirito Santo, Amore).

Non contenti di queste poche nozioni i teologi, sull'esempio dei Padri e della liturgia della Chiesa, sogliono riferire alle singole persone alcuni attributi divini, che essendo propri della divina essenza, convengono egualmente alle tre persone, ma che per ragioni di analogia si possono appropriare a una piuttosto che a un'altra di esse. Così per esempio la potenza, la sapienza e la bontà, sono attributi essenziali di Dio, comuni perciò come l'essenza alle tre persone, ma per una certa affinità la potenza si attribuisce al Padre, la sapienza al Figlio, la bontà allo Spirito Santo, perché il Padre, come principio, da cui derivano le altre persone, richiama l'idea dell'origine di tutte le cose dalla divina onnipotenza; il Figlio, che procede dal Padre per via d'intellezione, richiama l'idea della sapienza; e lo Spirito Santo che procede dal Padre e dal Figlio per via di amore, dice ordine al bene.

Altri esempi di a.: al Padre si attribuisce l'eternità, l'unità; al Figlio la verità e il suo splendore, che è la bellezza; allo Spirito Santo la santificazione delle anime e il loro impulso verso la vita eterna (cf. Sum. theol., 1ᵃ, q. 39, a. 8).

Bibliografia4 opere
BIBL.: Sum. theol., 1ᵃ, q. 39; L. Billot, De Deo Uno et Trino, Roma 1926, th. 34; P. Parente, De Deo Trino, ivi 1938, p. 218 sgg.; A. Chollet, s. v. in DThC, I, coll. 1708-17.

Pietro Parente

Informazioni sulla voce

Di Pietro Parente

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), col. 1713.

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Pagina 1015
vol. 1, coll. 1713–1714

Altre voci di Pietro Parente: APRIORISMO · ANTROPOMORFISMO · ANALOGIA · ALLUT, JEAN · ADOZIONE SOPRANNATURALE

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Parente, Pietro. “Appropriazione.” In Enciclopedia Cattolica, vol. I, col. 1713. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948. https://azioneromana.com/it/article/appropriazione.

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Parente, Pietro. “Appropriazione.” Enciclopedia Cattolica, vol. I, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948, col. 1713. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/appropriazione.

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