APPROPRIAZIONE

APPROPRIAZIONE. - «Manifestazione della di- vina persona attraverso gli attributi propri della divi- na essenza» (Sum. theol., 1a, q. 39, a. 1). Questa voce fa parte della terminologia trinitaria, di cui i teologi si servono per esprimere in linguaggio umano le ric- chezze dei divini misteri. Quando si parla di Dio, che trascende tutto il mondo finito, nessun concetto e nessuna parola può adeguarsi all'oggetto: pensiero e linguaggio hanno soltanto un valore approssimativo, analogico (v. ANALOGIA), che si fonda sul rapporto di causalità e quindi di somiglianza tra le cose create ed il Creatore. Per questa via la ragione umana riesce a cogliere con sicurezza, sia pure analogicamente, molti attributi o proprietà essenziali di Dio, come l'ontipotenza, la sapienza, la bontà, ecc. (v. ATTRIBUTO). La rivelazione poi manifesta quello che la ragione non avrebbe mai potuto raggiungere: il mi- stero della vita intima di Dio, la Trinità, di fronte alla quale il nostro linguaggio si fa ancora più povero e inadeguato. Dalla divina rivelazione sappiamo che in Dio vi sono tre persone, di cui ciascuna ha la sua nota distintiva e le sue proprietà personali (Padre, Principio generante; Figlio, Immagine, Unigenito; Spirito Santo, Amore).

Non contenti di queste poche nozioni i teologi, sull'esem- pio dei Padri e della liturgia della Chiesa, soggiorno rife- rire alle singole persone alcuni attributi divini, che es- sendo propri della divina essenza, convengono egualmente alle tre persone, ma che per ragioni di analogia si possono appropriare a una piuttosto che a un'altra di esse. Così per esempio la potenza, la sapienza e la bontà, sono attri- buti essenziali di Dio, comuni perciò come l'essenza alle tre persone, ma per una certa affinità la potenza si attri- busce al Padre, la sapienza al Figlio, la bontà allo Spirito Santo, perché il Padre, come principio, da cui derivano le altre persone, richiama l'idea dell'origine di tutte le cose dalla divina onnipotenza; il Figlio, che procede dal Padre per via d'intelazione, richiama l'idea della sapienza; e lo Spirito Santo che procede dal Padre e dal Figlio per via di amore, dice ordine al bene.

Altri esempi di a.: al Padre si attribuisce l'eternità, l'unità; al Figlio la verità e il suo splendore, che è la bel- lezza; allo Spirito Santo la santificazione delle anime e il loro impulso verso la vita eterna (cf. Sum. theol., 1a, q. 39, a. 8).

BIBL.: Sum. theol., 1a, q. 39; L. Billot, De Deo Uno et Trino, Roma 1926, ch. 34; P. Parente, De Deo Trino, ivi 1938, p. 218 seg.; A. Chollet, s. V. in DThC, I, coll. 1708-17. Pietro Parente