Enciclopedia Cattolica vol. I, 1948 Storia, storici e biografie varie Trattazioni storiche

ARAGONA

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ARAGONA. - Regione della Spagna nord-orientale. È fra le regioni più montuose della Spagna perché, cinta a nord dai Pirenei (dal picco di Anie a quello di Aneto nel gruppo delle Maledette) è a sud e ad ovest solcata da prolungamenti del sistema iberico (sierre di Albarracín, Gódar e Jalavambre). L'Ebro attraversa l'A. da nord-ovest a sud-est. Ha una superficie di kmq. 47.391 con 1.037.000 ab. Capitale: Saragozza. Comprende le tre province di Huesca, Saragozza e Teruel.

Il regno di A. propriamente detto raggiunse i confini attuali alla fine del sec. XII. Anticamente l'A. era divisa in tante repubbliche quante erano le sue città. Sembra che le genti di questa regione costituissero la parte centrale del grande impero iberico sorto nella regione dell'Ebro prima del sec. VI a. C., e che Osca (Huesca) ne fosse la principale città. L'impero era però già dissolto prima dell'arrivo dei Romani. Fu dominata, poi, dai Cartaginesi che ne divisero la conquista con i Romani, prendendo come linea di demarcazione l'Ebro, e fu compresa nella provincia romana della Hispania citerior o Tarraconensis (197 a. C.). Saragozza, l'antica Salduba, prese il nome di Cesaraugusta da Augusto, che vi fondò una colonia di veterani e ne fece il capoluogo di sette Conventus faridici raggruppanti le varie popolazioni circoviciose. Nel 412 l'imperatore Onorio cedette l'A. e la Narbonese ad Ataulfo, re dei Visigoti. Verso la fine del sec. V, dopo successive invasioni e dominazioni sveve e vandaliche, il dominio romano in A., durato sci secoli e mezzo, era totalmente sostituito da quello visigotico. La monarchia visigotica decadde rapidamente e l'A. seguì le vicende della conquista araba e delle sue varie dinastie. In questo periodo molti degli abitanti cristiani si ritirarono sulle montagne donde iniziarono il tentativo di riconquista della regione, scegliendo come capo Íñigo Arista, mentre i vicini Navarrini, guidati da Pelagio, ottenevano le prime vittorie.

Secondo la tradizione, la contea di A. sarebbe stata fondata nel 780. Il regno di A. costituitosi nel 1035 con testamento di Sancio III, abbracciava un territorio assai ristretto che venne man mano ampliandosi con ulteriori conquiste e raggiunse l'apogeo della sua potenza con l'unione alla Catalogna avvenuta nel 1162, sotto Alfonso II. Esso aveva un'organizzazione politica e amministrativa speciale e leggi e privilegi propri, alcuni dei quali esistono ancora e formano quello che viene impropriamente detto il diritto formale aragonesese. Nel 1469, con il matrimonio tra l'erede di A., Ferdinando, e Isabella la Cattolica, regina di Castiglia e León, i due regni furono riuniti (1479) formando il nucleo dell'attuale Stato spagnolo.

Il cristianesimo si diffuse assai presto nella Spagna, come è attestato nel sec. II da Ireneo e Tertulliano, e nel sec. III dalle persecuzioni di Decio e Valeriano. Cenni sulla prima comunità cristiana di Saragozza si hanno nella lettera di s. Cipriano al vescovo Felice che la presiedeva (254). Dagli Atti del Concilio di Elvira (ca. 300) risulta l'intervento di vescovi della regione tarraconense. Nel 380 venne celebrato in Saragozza il Sinodo contro Priscilliano. Iscrizioni funerarie trovate presso Boltana testimoniano la presenza di cristiani anche nelle regioni più settentrionali dell'A. Agli inizi del sec. IV appaiono le figure del vescovo Valerio e di s. Vincenzo. Verso la fine del sec. VI sorsero importanti monasteri tra i quali l'Asanense, ora in diocesi di Barbastro, fondato da s. Vittoriano, e quello dei Dodici Apostoli in Saragozza.

L'invasione araba distrusse l'organizzazione ecclesiastica; molti vescovati scomparvero, altri, come quello di Saragozza, ebbero vita intermittente. Ritirandosi la dominazione saracena, la vita religiosa poté rifiorire. L'A. dipendeva allora ecclesiasticamente dagli arcivescovi di Eauze e Auch; i vescovi aragonesi seguivano la conquista cristiana e portavano il titolo di Aragonenses senza avere una diocesi geograficamente circoscritta, almeno fino alla ricostituzione della sede vescovile di Huesca (1096): sembra che risiedessero per qualche tempo a S. Adriano di Sasave e che il primo di questi vescovi fosse Ferreolus (921). I limiti mobili di questo vescovato aragonese devono però sempre considerarsi compresi in quelli dell'attuale diocesi di Jaca. La provincia ecclesiastica di Tarragona fu ricostituita nel 1118 da Gelasio II, e le sue diocesi suffragance sono indicate in una bolla di Anastasio IV del 25 marzo 1154. Nel 1118 venne ristabilita la diocesi di Saragozza, che nel 1318 veniva elevata a sede arcivescovile da Giovanni XXII; le sue diocesi suffragance furono Huesca, Tarragona, Pamplona, Calahorra e Albarracin-Segorbe. Questa circoscrizione subì vari cambiamenti, per l'erezione di nuovi vescovati e di nuove sedi metropolitane. Attualmente la provincia ecclesiastica di Saragozza è composta di sette diocesi: Tarragona, Tudela, Pamplona, Jaca, Huesca, Barbastro, Teruel, Albarracin.

Bibliografia7 opere
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Noemi Crostarosa Scipioni

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Di Noemi Crostarosa Scipioni

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), coll. 1755–1757.

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Crostarosa, Scipioni Noemi. “Aragona.” In Enciclopedia Cattolica, vol. I, coll. 1755–1757. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948. https://azioneromana.com/it/article/aragona.

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Crostarosa, Scipioni Noemi. “Aragona.” Enciclopedia Cattolica, vol. I, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948, coll. 1755–1757. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/aragona.

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