AQUITANIA. - Regione naturale della Francia sud-occidentale, limitata dai Pirenei, dal Massiccio Centrale e dall'Oceano Atlantico, già abitata da tribù di stirpe iberica. Conquistata da Cesare, nella divisione amministrativa di Augusto abbracciò un territorio più vasto, comprendente tribù celtiche, abitanti tra la Garonna e la Loira. Ai tempi di Diocleziano l'A. comprendeva tre province: la Novempopulana (iberici), con Eauze capitale; l'A. Prima e l'A. Seconda, con capitali rispettivamente Bourges e Bordeaux.

Aquisgrana - Coro della Cattedrale (sec. xiv).
i vari ducati costituitisi in A. e la lotta da questi contorta contro i re della Neustria, ma, con le vittorie di Carlo Martello contro i Saraceni, l'A. passava sotto il dominio dei re franchi.
I Carolingi ne fecero un regno più o meno soggetto all'impero. I quadri dell'amministrazione ecclesiastica riprodussero quelli della romana, eccetto pochi casi. Nel sec. v la civitas Boiarium era assorbita da Bordeaux, che diviene più tardi sede primaziale. Baiona era sede vescovile nel sec. XI (è probabile che le sue origini siano da riportare al sec. VIII e forse VI), ciò che porta a 25 i vescovati in quel periodo. Eauez è scomparsa nel sec. IX. Sotto Giovanni XXII, nel 1317, furono divisi parecchi vescovati, specialmente nelle due province del nord, il cui numero salì a 33. Nel 1617 è costituita una nuova metropoli: Albi, con suffragane Rodez, Cahors e Mende. Il Concordato napoleonico del secolo scorso rispettò i vecchi seggi, annullando le crezioni di Giovanni XXII. Sono state anche conservate le quattro circoscrizioni metropolitane, salvo il caso di Perpignano, annessa ad Albi.