ARCHIVIO STORICO ITALIANO. - Rivista fiorentina, fondata nel 1841, in anni di generale riunigiornamento degli studi storici, da un ginevrino che si era già fatto promotore dell'Antologia, Gian Pietro Vieusseux, per ispirazione di Gino Capponi. L'A. ebbe il precipuo intento di pubblicare nuove «accessiones» a «Rerum Italicarum Scriptores del Nuotario, collegando insieme quelle che erano state le testimonianze delle varie regioni d'Italia ai secoli più gloriosi della nostra storia. Non fu tuttavia una semplice ripresa dell'iniziativa muratoriana, che accanto alla edizione di testi, per lo più data nelle appendici, l'A. pubblicò anche contributi di studio a volte di notevole ampiezza, ponendo anzi - come il programma chiariva - a fondamento dell'impresa proprio «lo studio della storia giuridica e quella dei costumi predominanti secondo i tempi e i luoghi» al fine di rivelare «la vita interiore degli Stati e quella dei popoli» e affiancandosi così alle tendenze della storiografia fuori d'Italia. Tuttavia, in pratica, l'A. non raggiunse quasi mai la storia generale, bensì, e nei testi e nei contributi, si fece organo di carattere locale toscano. E questo suo carattere iniziale ribadì quando, dopo il primo ventennio in cui l'aveva sorretto il personale sacrificio e la cura del Vieusseux, col 1864, divenne organo della R. Deputazione toscana di storia patria, che ne iniziò la terza serie, seguita poi da una
quarta (1878 sgg.) e da una quinta (1888 sgg.). Dalla prima direzione del Vieusseux e del Capponi, cui la Deputazione sostituiva il Milanesi, il Gelli e per ultimo il Rodolico, l'A., in un secolo di vita, ha visto passare nei suoi fascicoli storici e studiosi di molte generazioni: dal Villari e dal Tabarrini al Chiappelli e al Salvemini, dall'Anzilotti e dallo Schiaparelli al Panella e agli ancor più giovani.