ARMAGEDON ('Αρμαγεδών; nei codici della recensione Κ Μαγεδών [pochi: Μαγεδδών]; principali codici della Volgata Hermagedon o Magedon). - Nome ebraico (« monte di Mageddo ») del luogo in cui, dopo che l'Angelo avrà versato la sesta coppa, i « re di tutta la terra », alleati della « Bestia », si concentreranno nel gran giorno di Dio per combattere l'Onnipotente (Apoc. 16, 16), sospinti da tre impuri spiriti simili a rane (ibid. 16, 14).
La località, allegorica, Mageddo (v.), città che si trova al limite sud-occidentale della pianura di Esdrelon, quasi alla base dei colli degradanti dal Carmelo.
Per l'importanza strategica del passo di Mageddo, il lato occidentale della pianura di Esdrelon fu il più celebre campo di battaglia della Palestina, teatro di vari scontri decisivi (Thutmose III, lanciandovi il suo esercito, vi debellò i principi cananei di Siria e di Palestina, 15 maggio 1479 a. C.). Alle « acque di Ma-
geddo » i Cananei furono sconfitti dalle tribù galilaiche e Sisara ucciso (Iudc. 5, 19); i re Joram e Ochozia furono uccisi il presso (II Reg. 9, 23-27); soprattutto memoranda la rotta del re Giosia (609 a. C.), ucciso nella « pianura di Mageddo » dalle truppe del faraone Nechao II (II Reg. 23, 29-30; II Par. 35, 22-25), e tale lutto rimase proverbiale (Zach. 12, 11; V. ADAMO).
Il nome evoca quindi sconfitta e strage; A. è per antonomasia il luogo ove i re periscono. La narrazione della battaglia e della vittoria di Dio sulla coalizione dei re, presagita con il nome A. in Apoc. 16, 16, è rinviata a Apoc. 19, 17-21.
BISL.: E. B. Allo, L'Apocalypse, Parigi 1921, pp. 239-40, 282; J. de Heer, Die Eudhristi der Völker: Der hammende Richter in Harmageddon, 3e ed., Giessen 1931; J. Jeremias, Hur Magedon (Apk. 16, 16), in Zeitschr. für neutest. Wissenschaft, 31 (1932), pp. 73-77; J.-H. Michael, Hur Magedon (Rez. 16, 12-16), in Journal of Theol. Studies, 38 (1937), pp. 168-72; C. C. Torrey, Armageddon (Apoc. 16, 16), in Harvard Theol. Review, 31 (1938), pp. 237-48. Antonino Romeo