ARNOBIO il GIOVANE. - Scrittore cristiano, probabilmente monaco, vissuto a Roma verso la metà del sec. v; forse originario della Gallia. Agli scarsi e incerti dati che abbiamo della sua vita fa riscontro una uguale incertezza sulla sua opera di scrittore, che la critica più recente, soprattutto per merito del benedettino G. Morin, ha cercato di ricostruire. Oltre a dei Commentarii in Psalmos (PL 53, 486 e 552) egli è probabilmente autore di alcune insignificanti Expositinculae in Evan-gelium (ed. a cura di G. Morin in Anecdota Mared-solana, III, 3, Maredsous 1903, pp. 129-51) e del Conflictus Arnobii catholici cum Serapione Aegyptio (PL 73, 569-80), polemica superficiale contro i monofisiti. Il Morin gli attribuisce anche un Libellus ad Gregoriam (ed. a cura di G. Morin, in Etudes, textes, découvertes, I, Maredsous 1913, pp. 383-439), opuscolo già attribuito a Giovanni Crisostomo, nel quale si indica alla dama romana Gregoria la via per ritrovare la felicità della vita coniugale, e il trattato in tre libri Praedestinatus (PL 73, 587-672). L'importanza di queste opere è data dall'atteggiamento in esse preso, soprattutto nei Commentarii e nel Praede-stinatus, a proposito della dibattuta questione della grazia e della predestinazione in contrasto più o meno aperto con le idee estreme professate da s. Agostino in polemica contro i pelagiani, specialmente con Giuliano d'Eclano.
Dall'esame del Praedestinatus risulta che A. è piuttosto un semipelagiano, che un pelagiano alla maniera di Giuliano d'Eclano, e che egli presenta, quale credo d'una supposta eresia predestinaziana, una composizione propria destinata a screditare le dottrine agostiniane. L'atteggiamento spirituale dell'autore dei Commentari ai Salmi non è diverso, sebbene più vicino all'ortodossia, in quanto si riconoscono e deplorano i danni arrecati all'umanità dal peccato originale; costituisce un evidente legame fra le due opere l'alta considerazione che in esse si ha dell'ideale ascetico e della vita continente. Tutto quindi induce a concludere per l'identità dell'autore. Resta il problema di vedere come lo stesso autore abbia potuto, nel Conflictus, sottoscrivere alle tesi
ARGNOBIO IL GIOVANE - ARNOLDI ALBERTO
agostiniane. Il Morin pensa che l'autore si sia liberato dalle idee di Pelagio «secondo che l'azione sempre più netta dell'autorità romana... gliene faceva vedere l'opportunità».