ARÉVALO, FAUSTINO. - Gesuita e patrologo spagnolo, n. a Campanario (Estremadura) nel 1747, gesuita nel 1761, fu uno tra i più notevoli di quel gruppo di religiosi letterati venuti in Italia, quando Carlo III espulse la Compagnia di Gesù dalla Spagna.
Resosi noto con la sua Hymnodia hispanica, ad cantus latinitatis metrique leges revocata (Roma 1786), fu censore dell'Accademia di religione cattolica, innografo pontificio (1800) teologo della Penitenzieria (1800 e 1809-15). Il favore del card. Lorenzana gli permise di pubblicare edizioni magnifiche, fondate sui codici Vaticani, dei carmi di Prudenzio (2 voll., Roma 1788-89), Dracontio (ivi 1791), Sedulio (ivi 1794) ed altri poeti del IV sec., edizioni riprodotte nella Patrologia del Migne (19 e 59-60). Ma il nome dell'A. rimane legato alla grande edizione, la migliore completa fin ad oggi, di s. Isidoro di Siviglia: S. Isidori Hispalensis... opera omnia (7 voll., Roma 1797-1803, riprodotti nel Migne, [81-84]), a cui fece seguito il Missale gothicum secundum regulam b. Isidori Hispalensis (Roma 1804). Rientrato nella Compagnia di Gesù, ristabilita nel 1814, e tornato nella Spagna (1815), il p. A. morì a Madrid il 7 genn. 1824. Lasciò molte opere manoscritte (elencate nell'Uirarte-Lecina).