ARÉVALO, RODRIGO de. - Diplomatico ecclesia- stico e scrittore spagnolo, n. a S. Maria de Nueva (Segovia) nel 1404, m. a Roma il 4 ott. 1470. Presso i re di Castiglia Giovanni II e Enrico IV fu cappellano, segretario, consigliere, e svolse varie amatrici e dal 1440 al 1448, per condurre i principi all'obbedienza di Eugenio IV, durante il Concilio di Basilea. Dal 1448 visse a Roma, ove ebbe molte cariche dai Papi. Callisto III lo nominò vescovo di Oviedo (1457), Paolo II, nel 1467, di Zamora (per cui è spesso chiamato Rodrigo di Zamora), poi di Calahorra (1468), di Palencia (1469), sedi in cui A. non risiede mai.
Era referendario papale e castellano di Castel S. Angelo nel 1468 quando ebbe in custodia B. Platina e gli altri accademici Pomponiani arrestati per ordine di Paolo II. In questa occasione il Platina compose l'Altercatio sive di- sputatio de pace et bello, in cui egli difendeva i vantaggi della pace, mentre l'A. patrocinava l'utilità pubblica della guerra. Il card. Barbo doveva essere il giudice finale. A. ebbe anche uno scambio di lettere col Platina.
Fu fecondo scrittore, apprezzato dagli umanisti (B. Platina l'introduce come interlocutore nel De falso et vero bono, 1469), di storia (Compendiosa historia hispanica, Roma ca. 1470) e di diritto pubblico ecclesiastico. Ma solo 5 sue opere furono pubblicate; 14 (di cui varie di argomento morale) si conservano manoscritte, in gran parte nel cod. Vatic. 4881.
La fama di A. è legata allo Speculum vitae humanae (Roma 1468), trattato di morale in due libri dedicato a Paolo II, in cui A. esamina tutti gli stati sociali, criticando con imparzialità i difetti (anche dei chierici e della Curia), e additando il sentiero della virtù. Diffusissimo al suo tempo, fu tradotto in tedesco (1475), in francese (1477), in spagnolo (1491).