ARBIOL Y DIEZ, ANTONIO. - Francescano spagnolo, predicatore e scrittore mistico, n. a Torrellas nel 1651, m. a Saragozza il 31 genn. 1726. Nel suo Ordine insegnò filosofia e teologia e fu provinciale di Aragona. Rifiutò nel 1720 il vescovato di Ciudad Rodrigo, offertogli da Filippo V. Ebbe splendida fama come oratore.
Teologo versato nella dottrina e nella pratica mistica, combatté le illusioni pseudomistiche e fu grande avversario di Molinos; nei suoi scritti si trova il primo elenco degli errori condannati dalla Chiesa in materia. Tra le sue opere, più volte ristampate, le principali sono: Manuale Sacerdotum Sacris Litteris illustratum (Saragozza 1693), sulla perfezione sacerdotale; Certamen Marianum Parisiense (ivi 1698): difende la «Città Mìstica» di Maria d'Agreda contro la Sorbona; Desengaños místicos a las almas detenidas o engañadas en el camino de la perfección (ivi 1706): è l'opera sua principale, sugli stati d'orazione; il 4° libro, compendio di teologia mistica, fu pubblicato anche a parte con il titolo Promptuario mistico; Mìstica fundamental de Christo S. N., explicada por el glorioso y beato Padre s. Juan de la Cruz (ivi 1723). Heerinckx elenca 33 sue opere edite, oltre molte inedite. A. distingue la contemplazione attiva o acquisita, e la passiva, o infusa, che è il termine della perfezione cristiana, ed esorta a far
precedere alle vie mistiche una rigorosa ascesi basata sull'abnegazione e la rinunzia.