ARPA. - Racconti leggendari narrano l'oscura, antichissima origine dell'a. I monumenti egiziani ci rappresentano a. variamente ornate che con l'andar del tempo si perfezionano, aumentando le proporzioni ed il numero delle corde. Greci e Romani usavano soprattutto la lyra. Conobbero nondimeno due tipi di a.: quella assira e il trigone (in forma triangolare). Nel sec. XII gli irlandesi tengono un vero primato per l'uso dell'a. e per la tecnica della sua costruzione, poiché in tutte le manifestazioni della loro vita l'a. ebbe grandissima parte. L'a. irlandese si propagò presto in Germania, nelle Fiandre, in Francia, in Spagna, in Italia ed ebbe grandissimo favore presso le corti specialmente nel periodo del Rinascimento; con i primi melodrammi cominciò a far parte dell'orchestra. Dopo i perfezionamenti apportati dai migliori costruttori, Nadermann, Cousseneau, e specialmente da Sebastiano Erard (1712-1831), che la portò all'attuale perfezione, l'a. è considerata come parte integrante di una partitura d'orchestra.
Nei grandi organi di concerto viene spesso disposto un registro di a. a percussione che imita il suono dell'omonimo strumento d'orchestra. Alessandro Santini