ARRHENIUS, SVANTE AUGUSTO

ARRHENIUS, SVANTE AUGUSTO. - N. a Wijk presso Uppsala (Svezia) nel 1859, m. a Stoccolma nel 1927.

Nel 1883 espose l'ipotesi che ora porta il suo nome nella tesi Ricerche sulla conducibilità galvanica pubblicata a Stoccolma l'anno seguente. L'idea non era nuova fra i fisici e chimici del suo tempo e lo stesso italiano Bartoli dev'essere considerato il più meritevole di essere ricordato come precursore. Ma a ragione l'A. è ritenuto il fondatore della teoria della dissociazione elettrolitica perché egli ha considerato l'attività acqua (v.) come conseguenza della dissociazione in ioni e ne ha dedotto le conseguenze. Scrisse pure dei trattati: Teorie della chimica, Elettrochimica, La chimica e la vita moderna (pubblicati in lingua svedese a Copenaghen). Ebbe il premio Nobel nel 1903.

S'occupò anche di astronomia, cosmologia e biologia e scrisse: Il divenire dei mondi (trad. ital. di A. Levi, Milano 1909), Terra ed universo (1926) nei quali scritti affiora il concetto materialista « che l'universo nella sua essenza sia sempre stato come è ora ».

BIBL.: R. Nasini, Commemorazione del socio straniero A. S. A., in Atti della R. Acc. Naz. dei Lincei, sez. VI, 8 (1928), appendice, pp. XXI-XXIII. Giulio Provenzal
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“ARRHENIUS, SVANTE AUGUSTO.” Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), p. 35. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/arrhenius-svante-augusto.