ARS ANTIQUA

ARS ANTIQUA. - È così chiamata, in contrapposizione alla *Ars nova* (v.) del sec. XIV, la composizione sacra della prima epoca della polifonia (secc. XIX) che si suole comprendere nella teoria della scuola franconiana e nei generi tecnici «organum» o «diapnonia» e poi «discantus», comprendente altre forme come: «rondellus», «conductus», «copula», «motetus» e «hoquetus». Questa epoca, in cui la musica, attingendo largamente alle fonti purissime della liturgia, si arricchisce di un vasto repertorio sacro in cui domina incontrastata la vitale linfa del canto gregoriano, si può suddividere in tre fasi, di circa un secolo l'una: la 1a, apertasi con Hucbald di St-Amand, insigne teorico benedettino del sec. IX, è chiusa dal *Micrologus* (1030) Guido d'Arezzo (v.); la 2a è chiusa dal *Magnus Liber organi* di Leonino, e la 3a culmina nell'opera riformatrice PETRONIO (v.). Delle due specie di fonti, i monumenti di musica pratica e le trattazioni teoriche, queste sono, nella prima fase, l'unico ausilio per lo studio della polifonia primitiva; Hucbald, nei 19 capitoli della *Musica Enchiridias* suggerisce vari tipi di diafonia con intervalli armonici («symphoniae») di 4a, 5a e 8a fra la «vox principalis» (canto preso dal repertorio gregoriano) e la «vox organalis» (canto aggiunto), mentre Guido, nei capp. 18 e 19 del *Micrologus*, propone 2a maggiore, 3a magg. e min., e 4a in special modo, scartando 2a min. e 5a. La 2a fase ci dà importanti trattati, come l'anonimo *Ad organum faciendum* di Milano (bibl. Ambr., ms. M 17 Supl., ca. del 1100), le 12 regole del *Quicumque veult dechanter* (sec. XI-XII; Parigi, bibl. Nat., f. lat. 15139, già St-Victor 813), il *Discantus positio vulgaris* (attribuito a Roberto da Sablón o a J. de Garlandia), del sec. XII, l'Epistola ad Fulgentium di J. Cotto (pure sec. XII) ed anche preziosi monumenti di musica pratica: ricordiamo p. es. tre pezzi di «organum» a 2 voci tra cui il tropo sul kyrie *Cunctipotens Genitor Deus* e l'allegoria *Instus ut palma* del citato manoscritto dell'Ambrosiana, i 5 alleluia a 2 voci aggiunti nel sec. XI ad una *Musica Enchiridias* del sec. IX-X (Chartres, bibl. Munic., 130 [148]) e il *Tropario di Winchester* (Cambridge, Corpus Christi College 473), a cui vanno aggiunti gli «organa» di st. Martial di Limoges contenuti in 4 ed. ora a Parigi (bibl. Nat., f. lat. 1139, 3549 e 3719) e a Londra (Br. Mus., add. 36681). Il primitivo «organum» a 2 voci per moto retto, che si era venuto via via trasformando in discanto per la prevalenza del moto contrario, si arricchisce ora di altre voci: dal discanto a tre voci (triplo) con intervalli di 5a e 8a proposto da Francone di Colonia, si giunge fino a forme aventi soprapposti al tenor (corale gregoriano), un «duplum», detto pure «medius cantus» o «motetus» (da cui il nome della forma), un «triplum» («tertius cantus» o «discantus») e spesso anche un «quadruplum» e un «quintuplum». La 3a fase aggiunge al discanto, oltre il moto contrario, quel mensuralismo che, già preannunciato dalla ritmica modale ispirata agli schemi metrici del verso, viene ora sviluppato dai teorici della scuola franconiana (Petrus de Cruce, J. de Garlandia, Francone di Parigi e Francone di Colonia, sec. XIII) ed espresso graficamente dalla nuova notazione con segni relativi ai diversi valori di durata dei suoni. Nella musica pratica siamo al punto culminante di tutta l'a. a., e cioè al fiore della scuola della cattedrale di Parigi che, con Leonino (metà sec. XII), si era posta al centro del mondo musicale del suo tempo.

Il più antico manoscritto della cantoria parigina è dato dal cod. Wolfenbüttel Helmst. 628, ma la raccolta più ricca è nell'Antiphonarium Mediceum (Firenze, bibl. Mediceo-Laur., Plut. XXIX, 1), vero gioiello d'arte. In altri manoscritti poi si trovano mettiti con testo non più latino ma francese, indice di quel processo di profanizzazione e di quel movimento divergente dalla pura tradizione gregoriana che vedranno il culmine nella *Ars nova* (v.) italiana (toscana in special modo) e francese del sec. XIV.

BIBL.: E. de Coussemaker, *L'art harmonique au XII* et *XIIIe siècle*, Parigi 1865; id., *Histoire de l'harmonie au Moyen-âge*, 1813; F. Ludwig, *Die geistliche nichtlitturgische und textliche einstimmige Musik des Mittelalters bis zum Anfang des 13. Jahrhunderts*, in G. Adler, *Handbuch der Musikgeschichte*, Francoforte 1934; H. Besseler, *Musik des Mittelalters und der Renaissance*, Lipsia 1931.