**AUSILIATORI,** santi. - Con questo nome ven-gono designati un gruppo di 14 santi alla cui intercessione il popolo cristiano suole fare ricorso in momenti difficili: Acacio (8 maggio), Egidio (1° sett.), Barbara (4 dic.), Biagio (3 febbr.), Cristoforo (25 luglio), Ciriaco (8 ag.), Dionigi (9 ott.), Erasmo (2 giugno), Eustachio (20 sett.), Giorgio (23 apr.), Caterina (25 nov.), Margherita (13 luglio), Pantaleone (27 luglio), Vito (15 giugno). In alcune regioni si hanno delle modifiche per alcuni santi: ad es., al posto di Dionigi ed Erasmo ricorrono Nicola e Leonardo; invece di s. Pantaleone, s. Rocco. Nelle regioni d'Italia si trova spesso aggiunto il nome di un 15° intercessore: s. Magno, vescovo di Oderzo.
Culla di questa devozione sembra sia stata la Germania, donde si diffuse poi in altre parti d'Europa. La si trova infatti in diocesi della Germania sett. (Hildesheim, Breslavia, Ermland), come anche in Alsazia e Lorena, Lussemburgo, Boemia; ma soprattutto nella Svizzera, Tirolo, Austria e Baviera, dove sorsero numerose chiese ed altari dedicati agli A. Diffusa pure in alcune regioni d'Italia (Sicilia, prov. di Brescia, Ca-tanzaro). Il tempo in cui sorse questa devozione non si può precisare; il primo documento che ne fa menzione è una lettera del vescovo di Passavia del 1284. Ma fu solo nel sec. XIV che prese un grande sviluppo. Il motivo, secondo H. Weber, deve attribuirsi alle epidemie che in quel periodo affissero l'Europa specialmente negli anni 1346-49. Annerimento della lingua, essiccamento delle laringi, emicranie acute accompagnate da febbre, comparsa di bubboni al basso ventre, perdita della conoscenza e morte seguita spesso nello spazio di alcune ore, erano i sintomi caratteristici di questi mali. Nella desolazione generale che ne seguiva il popolo prese a fare appello all'intercessione degli A. che da tempi più remoti erano invocati: Cristoforo ed Egidio contro la peste, Dionigi nelle emicranie, Biagio nei mali di gola, Caterina nelle malattie della lingua, Erasmo nei dolori di stomaco, Barbara nelle febbri, Ciriaco negli assalti del demonio, specialmente in punto di morte, Acacio nelle angosce dell'agonia, Eustachio nelle situazioni difficili.
Conferma la tesi il fatto che agli A. furono soprattutto dedicati ospedali e cappelle annesse. Tra i santuari più celebri bisogna ricordare quello di Vierzehnehiligen (Würzburg), costruito nel 1448, rifatto nel 1743-71 su disegno di B. Neumann e decorato con affreschi di A. Appiani. Oggetto in seguito di restauri importanti, questo monumentale santuario è ancor oggi, dopo Altötting, la metà più popolare dei pellegrinaggi della Germania meridionale.
Nella liturgia il culto di questi Santi ha lasciato le sue tracce con una Messa propria reperibile in messali antichi come la **Missa de XV Adiutoribus pro quacumque necessitate dicenda** (1466) nel cod. Vat. Palatino 500; altri esempi nei messali di Bamberga (1490), Magonza (1493), Costanza (1504), e Isenheim (1516). Nel 1618 la Congregazione dei Riti l'interdisse, prescrivendo la **Missa de communi plurimorum martyrum**. Più tardi una Messa propria fu concessa da Leone XIII al santuario di Lichtenfels (1889) e alla chiesa dei Francescani di Hammelburg (1890). Anche l'arte fu chiamata ad esprimersi in questa devozione prediletta dal popolo, con sculture in legno, pitture ed affreschi, pale di altari, ecc.
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