ÁVILA, DIOCESI di. - Nella Spagna, suffraganea di Valladolid (1851), con sede ad Á. (Abila, Abela, Abula), città della Vecchia Castiglia, in posizione elevata, su un affluente del Duero a 120 km. da Madrid. È capoluogo di una estesa provincia (8047 kmq.). Ebbe nella persecuzione di Diocleziano tre martiri: Vincenzo, Sabina e Cristeta. L'insediamento di Prisciliano da parte dei suoi partigiani è la prima notizia certa della sede. Scompare al principio del sec. VIII e fu restaurata alla fine dell'XI. Innocenzo II fissò i limiti della diocesi il 19 marzo 1738. I vescovi presero attiva parte agli avvenimenti politici e religiosi di Castiglia. Á. raggiunse la maggiore floridezza nei secc. XV-XVI. Ebbe vescovi eminenti: Alfonso Fernández de Madrigal, « El Tostado » Fernando de Talavera, O. S. Hieronymi (1485-93), Diego de Alava (1548-59) che assistette al Concilio di Trento. La città aveva molte parrocchie, 10 conventi maschili e 7 femminili. Fra questi è celebre il monastero di S. Giuseppe dove esordì la riforma di s. Teresa di Gesù (v.) e fra quelli il convento di S. Tommaso dei Domenicani, università dal 1550. Fra i numerosi conventi della diocesi (fuori d'Á.) esiste tuttora quello fondato da s. Pietro d'Alcántara (v.) in Arenas de S. Pedro. Della diocesi era uno dei protomartiri del Giappone: s. Pietro Battista (m. nel 1597), canonizzato da Pio IX nel 1862.
La diocesi ha un'estensione di 9.760 kmq., 295.893 ab., tutti cattolici; 393 parrocchie; 289 sacerdoti diocesani e 67 regolari.
La Cattedrale, costruita dai maestri Alvaro Garcia de Estella, Eruchel e Matteo (secc. XI-XII), è di stile romanico, con trasformazioni ed aggiunte posteriori; ci sono nella città altre chiese romaniche. Di stile gotico (fine del sec. XV) è la chiesa (convento) di S. Tommaso. Il seminario fondato nel 1578, ingrandito nel 1850, possiede una ricca biblioteca. La diocesi possiede un museo artistico, ma l'archivio è stato trasportato a Madrid (1869).
L'UNIVERSITÀ DI Á. (1550-1807). - Le origini dell'Università di Á. sono connesse con quelle del convento S. Tommaso, dove i Domenicani istituirono nel 1504, sotto il patronato della regina Isabella, cattedre di filosofia e di teologia. L'imperatore Carlo V concesse allo Studio i privilegi dell'Università di Salamanca. Il nunzio apostolico Giovanni Poggio lo elevò, nel 1550, al grado di università e Gregorio XIII,

(de Enc. Ital. V, tso. CXXXVII)
In seguito lo Studio ebbe anche le facoltà di arti, medicina e diritto. Ma la sua attività principale rimase sempre la teologia. Tra i suoi più illustri maestri sono da ricordarsi i padri Domenico Báñez e Pietro Ibáñez, direttori spirituali di s. Teresa.
Innocenzo X, con la costituzione Exponi nobis del 10 marzo 1645 (Bull. Ord. Praed., VI, 152), ne sancì gli statuti. Ma, nel 1807, il governo liberale lo soppresse, insieme ad altre università secondarie (menores).