BACHEM, JULIUS. - Avvocato, politico e pubblicista, n. il 2 luglio 1845 a Mülheim sulla Ruhr, m. il 22 genn. 1918 a Colonia. Fu uno dei principali redattori dei Kölnische Blätter, posteriormente Kölnische Volkszeitung. Amico e scolaro di Windthorst, il B. fu una delle personalità direttive del Partito del centro, di cui fino al 1890 fu egli stesso uno dei rappresentanti della Camera prussiana. Il significato storico del B. è nello sforzo da lui fatto per chiarire il carattere politico del Partito del centro. Durante il cosiddetto Kulturkampf, scatenato dal Bismarck, e dopo la fine di esso, egli combatté l'opinione corrente che il Partito del centro avesse come suo scopo di difendere la Chiesa, e precisò che questo partito come tutti gli altri autentici partiti politici aveva come meta il bene comune dello Stato inteso nel suo significato più ampio, ma dagli altri si distingueva in ciò che nella scelta dei mezzi utili a realizzare quel fine esso seguiva come norma suprema la concezione cattolica del mondo e degli uomini. Ogni cittadino, anche non cattolico, poteva perciò unirsi a questo partito, ove ne avesse accettato il programma. Su queste basi il

Bach, Gionanni Sebastiano - Corale per organo : "Kom Gott Schöpfer Heiliger Geist" (Veni Deus Creator, Sancte Spiritus). Autografo. Berlino, biblioteca di Stato.
B. spese ogni sua opera per sviluppare e diffondere la viva forza del cattolicesimo in ogni campo della vita, cercando di stabilire una proficua e pratica collaborazione tra cattolici e non cattolici. Contro l'introduzione della social-democrazia delle masse operaie germaniche egli sostenne i sindacati cristiano-nazionali. Difese la scuola cattolica, promosse la stampa (Kölnische Volkszeitung, Augustiniusverein), e l'attività scientifica dei cattolici (Staatsle-xiakon, sezione giuridica e sociologica della Görresgesellschaft) e chiese energicamente la parità dei cattolici e dei protestanti in tutti i rami dell'amministrazione e della istruzione pubblica.
Ove si tenga conto della divisione confessionale della Germania, non si può non approvare l'opera del B. e i principi da lui seguiti, e difenderlo anche contro le accuse mosseggi da cerchie cattoliche professanti un radicale «integralismo» e un troppo zelante antimodernismo, specialmente dopo la pubblicazione dell'articolo: «Noi dobbiamo uscire dalla torre», pubblicato negli Historisch-politische Blätter, nel 1906. Vero è che l'indirizzo seguito dal B. contribuì a rendere i cattolici tedeschi meno attenti di quel che sarebbe stato necessario verso gli essenziali difetti dell'impero fondato dal Bismarck, così come d'altra parte mostrava di sottovalutare l'aperta e fredda avversione che la Chiesa e il cattolicesimo incontravano in Germania.