BALDE, JAKOB. - Gesuita e poeta, denominato l'Orazio della Germania, n. nell'Alsazia ad Ensisheim (si sa che fu battezzato il 4 genn. 1604), m. a Neuburg il 9 ag. 1668. Entrato nella Compagnia di Gesù (1624), passò tutta la sua vita nell'insegnamento dell'umanità e retorica a Innsbruck e a Monaco, tranne due brevi parentesi: come predicatore di corte a Monaco (1638-40); come storiografo ufficiale della Baviera (1640-48); da questo ufficio lo si dovette dispensare perché troppo alieno dal suo carattere.
Poeta squisito e immaginoso, sensibile ai due grandi amori di religione e di patria, esercitò la sua vena in tutti i generi di poesia: drammatico, epico, satirico, didattico, con prevalenza del lirico, dove più si accosta ad Orazio. Suo capolavoro sono Lyricorum libri IV et Epodon liber
unus (Monaco 1643); altre opere: Silvae lyricæ (ivi 1643 e 46); Paraphrasis lyricæ in Philomelam Divi Bonaventuræ (ivi 1645); De laudibus B. M. V., seu odæ partheniae (ivi 1649); Urania victrix sive animae christianae certamina (ivi 1663). Le poesie tedesche, minori di numero, sono anche inferiori di valore letterario, tranne il suo Ehrenpreis, der allerheiligsten Jungfrauen und Mutter Gottes Maria (ivi 1639).
Il favore del pubblico, che gli fece moltiplicare le edizioni delle opere, andò sconnando nel sec. XVIII, ma poi riprese agli inizi del sec. XIX; in cui si ripeterono edizioni e versioni. Il busto del B. è stato collocato nel Pantheon bavarese di Ratisbona; nel 1868 venne fondata a Monaco una «Baldverein»; e nel quadro di Kaulbach Il secolo della riforma, nel museo di Berlino, figura come rappresentante della poesia, accanto al Petrarca, a Shakespeare e Hans Sachs.