BABITS, MIHÁLY. - Scrittore ungherese, n. a Szegszárd il 26 nov. 1883, m. nel 1942. Insegnò filosofia nell'istituto dei Cistercensi a Baja, ma abbandonò presto l'insegnamento per darsi esclusivamente alla letteratura. Collaboratore della rivista Nyugat (Occidente), ne divenne in seguito direttore. La forma impeccabile, la profondità di pensiero, la ricchezza ed

Ottime le sue traduzioni di Dante, Shakespeare, Shelley, Poe, Baudelaire. Notevole la sua Storia letteraria d'Europa. Il B. esercitò un grande influsso sulla moderna letteratura dell'Ungheria nonché, in certo qual modo, su quella dei paesi vicini. Attraverso un lungo ed interessante travaglio spirituale, il B. giunse all'integrale accettazione del cattolicesimo. Una delle opere più significative dell'ultimo periodo della sua vita è l'Amor Sanctus, traduzione ungherese di ami sacri medievali. Ma in tutti i suoi scritti è possibile vedere il defensor fidei, il campione di Dio. La traduzione della Divina Commedia, intorno a cui lavorò per più di dieci anni, è considerata la più perfetta che esista in lingua ungherese.