BARBO, MARCO

BARBO, MARCO. - Cardinale, n. a Venezia verso il 1420, m. a Roma il 2 marzo 1491. Imparente con Paolo II, di cui portava il cognome, tenne presso di lui, cardinale, l'ufficio di maestro di casa e per suo mezzo fu provveduto di benefici ecclesiastici, fra cui nel 1453 di quello dell'abbazia di Rosazzo, nel Friuli. Nel sett. del 1455 gli venne conferito, da Callisto II, il vescovato di Treviso, da cui il 17 sett. 1464, venne trasferito, da Paolo II, a quello di Vicenza. Il 18 sett. fu creato cardinale del titolo di S. Marco e il 18 marzo 1471 divenne patriarca di Aquileia, ma trattenuto in Curia, non vi poté mai risiedere. Nel 1472 gli fu affidata da Sisto IV una legazione per la Germania, Ungheria e Polonia a poi anche per la Danimarca, Svezia e Norvegia. Tornato a Roma nell'ott. 1474, fu nominato, il 24 luglio 1476, abate commendatario di S. Croce di Sassovivo presso Foligno. Riusciti vani tutti i suoi tentativi di far tornare all'osservanza della regola i Benedettini di questa abbazia, li sostituì con

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(da Rivista dell'Ist. di Archcol. e Storia dell'Arte, Roma 1924) BARBO, MARCO - Stemma nella vòlta dell'androne del palazzo Venezia - Roma.

gli Olivetani. Il 6 nov. 1478 divenne vescovo di Palestrina, città che egli abbellì di costruzioni e restauri. Alla morte di Sisto IV fu candidato alla tiara,
gli Olivetani. Il 6 nov. 1478 divenne vescovo di Palestrina, città che egli abbellì di costruzioni e restauri. Alla morte di Sisto IV fu candidato alla tiara, e poi riuscì di valido aiuto ad Innocenzo VIII. Nel febbr. 1485 il B. ebbe in commenda il priorato di Pontida in quel di Bergamo e poi, il 3 dic., quello di S. Balbina a Roma, alla conservazione ed incremento della quale provvide con importanti restauri. Fu stimato per la sua integrità di vita e nobiltà del sentire, e, come mecenate, protesse letterati e particolarmente l'arte della stampa, allora introdotta a Roma. Ivi continuò i lavori del palazzo di S. Marco, ora palazzo Venezia, iniziati da Paolo II, ed eresse la cappella del Sacramento nella chiesa di S. Marco, dove poi fu seppellito.

Lettere da lui scambiate con Matteo Valleresco, arcivescovo di Zara, sono conservate nel Cod. Barb. lat. 1809. Cf. P. Paschini, Il carteggio fra M.B. e Giovanni Lorenzì, Città del Vaticano 1948.

BIBL.: A. Caccionius, Vitae et res gestae Pontificum Romanorum et cardinalium, II, Roma 1677, coll. 1105-1107; Ughelli, V, coll. 127-30; G. Zippel, La morte di M. B., cardinale di S. Marco, in Scritti storici in memoria di G. Monticolo, Padova 1915, pp. 189-203; P. Paschini, s. V. in DHG, VI, coll. 666-662.