BARLETTI, CARLO

BARLETTI, CARLO. - Fisico scolpio, n. a Rocca Grimalda (Alessandria) il 22 maggio 1735, m. a Pavia il 5 febbr. 1800. Dopo avere insegnato scienze fisiche in varie case della Liguria e soprattutto nel collegio di Milano, nel 1772 fu nominato professore di fisica sperimentale nella Università di Pavia. Nel 1778, subentrato il Volta a quella cattedra, passò il B. a quella di fisica generale e meteorologia, che tenne sino alla morte. Nel campo dell'elettricità ha benemerenze tali da poter essere collocato tra i più rinomati scienziati italiani del sec. XVIII. Fu propugnatore dell'elettricità simmetriana, e i suoi dotti esperimenti già preludevano alla teoria del Faraday intorno all'efficacia dei coibenti nei fenomeni d'induzione elettro-magnetica. Stampò un pregevole trattato di fisica, rimasto però incompiuto, e molti altri interessanti opuscoli e dottissime dissertazioni. Fu tra i fondatori della Società italiana delle scienze, detta dei Quaranta, e in corrispondenza coi maggiori scienziati italiani del suo tempo.

BIBL.: L. Picanyol, Un grande fisico dimenticato, P. C. B. della Scuole Pie, Roma 1938; id. Il p. C. B. e il suo carteggio con i grandi scienziati ital. del tempo, in Alexandria, 1939. Leodegario Picanyol