BAROLO, GIULIA VITURNIA FRANCESCA, MARCHESA DI

BAROLO, GIULIA VITURNIA FRANCESCA, marchesa di. - N. in Vandea dalla famiglia del ministro Colbert, nel suo feudo di Maulevrier, il 27 giugno 1785, m. a Torino il 19 genn. 1864. Fu esule in Germania e in Olanda con il padre e i suoi, durante la rivoluzione. Tornata in Francia sotto Napoleone e da lui chiamata a far parte della sua corte, vi incontrò il marchese Carlo Tancredi Falletti di Barolo, a cui andò sposa nel 1807; alla restaurazione si stabilì con lui a Torino, nell'avito palazzo dei B. (1814).

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BARONCELLI, NICCOLÒ - Crocifissione - Ferrara, cattedrale.
Formata nello spirito dal Lanteri (v.) e da s. Giuseppe Cafasso, con eroica attività e profondendo le sue ricchezze, attuò un piano grandioso di carità spirituale e corporale. Sull'esempio di quanto aveva fatto a Parigi la Pastoret, le cui sale di asilo aveva visitato, fu indotta a istituire nel 1829, nel suo stesso palazzo a Torino, un asilo di bambini e bambine, che affidò alla cura, prima, di maestre secolari, poi, delle suore Giuseppine, sostituite più tardi dalle suore di S. Anna della Provvidenza, da lei stessa fondate nel 1834. Un secondo asilo venne poi istituito nel 1835. Intanto un'altra serie di opere di carattere morale e sociale aveva fondato la marchesa: la « Casa del rifugio » (1825), dove venivano raccolte le fanciulle traviate allo scopo di rifare la loro educazione e di avviarle all'esercizio di un'arte che permettesse loro di guadagnarsi onestamente la vita; il convento delle Maddalene, il collegio delle Maddalenine, le Oblate di S. Maria Maddalena (1825-39); il collegio Giulietta, l'opificio S. Giuseppe, l'Opera famiglia operaia, l'ospizio per i bambini malati e rachitici (1831-35); complesso di opere aggregate alla sua morte nella vasta superstite Opera pia B.

Fu pure suo merito la fondazione di una casa delle Religiose del S. Cuore e la creazione della parrocchia di S. Giulia in Torino. Fu, com'è noto, la protettrice materna di Silvio Pellico; e nel suo palazzo creò un centro cospicuo di austera intellettualità, frequentato anche dal Cavour e dalle persone più influenti. Fu anche scrittrice non comune, massime nell'inedito Journal d'une femme, nelle sue lettere e memorie pubblicate in parte dal Pellico e dal Lanza (un estratto di tutti questi scritti è: La marchesa di B., « Dalle memorie di una giovane signora », Alba 1942).

BIBL.: Non esiste a tutt'oggi una biografia critica degna della B. Possono sopperire: V. P. Conte, Lettere inedite di A. Lamartine alla Marchesa di B., Torino 1826; S. Pellico, La Marchesa G. F. di B., nata Colbert, ivi 1864; T. Canonico, Sulla vita intima e sopra alcuni scritti inediti della March. G. F. di B.-Colbert, ivi 1864; A. de Melun, La Marquise de B. de vie et ses oeuvres, Parigi 1869; 2ª ed. 1874; G. Lanza, La Marchesa di B., nata Colbert, Torino 1884; id., Lettere a Silvio Pellico della Marchesa G. di B., ivi 1886; id., Memorie, appunti e pensieri della Marchesa G. di B.-Colbert, ivi 1887; R. M. Borsarelli, La Marchesa di B. e le opere assistenziali in Piemonte nel Risorgimento, ivi 1930; A. Biancotti, La March. G. di B., ivi 1939. Tommaso Piatti-Nino Sammartano
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“BAROLO, GIULIA VITURNIA FRANCESCA, MARCHESA DI.” Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), p. 525. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/barolo-giulia-viturnia-francesca-marchesa-di.