BARON, VINCENT

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BARON, Vincent. - Predicatore e controversista, n. 117 maggio 1604 a Martres, m. a Parigi il 21 genn. 1674. Domenicano a Tolosa nel 1621. Profondo teologo, di vasta cultura, chiaro e facile nell'espressione.

Opere: Theologia moralis adversus laxiores probabilistas, pars prior (Parigi 1665); Manuductionis ad moralem theol. pars altera (ivi 1665); S. Augustini et s. Thomae vera et una mens de libertate humana et gratia divina explicatur (ivi 1666); Theologiae moralis summa bipartita (2 voll., ivi 1667-68); Libri 5 apologetici pro religione, utraque theologia, moribus et iuribus O.P. (ivi 1666); Duo postremi apologiae libri (ivi 1666): queste due ultime opere, pubblicate in 5 volumi, per il loro rigorismo vennero poste all'Indice; Ethicae christianae XVII loci (ivi 1673); Apologia pro s. congreg. Indicis (Cracovia 1662); Responsio ad librum Joh. de Cardenas, s. n. t. [1672?]; L'hérésie convaincue ou la théologie des luthériens et des calvinistes réduite à quatre principes et refutée (Parigi 1668).

BIBL.: J. Quétif-J. Echard, Scriptores O. P., Parigi 1721, pp. 655-656; Hurter, II, col. 271 sgg.: P. Mandonnet, s. V. in DThC, II, coll. 425-26. Alfonso d'Amato

BARONCELLI, Niccolò. - Scultore, detto anche Nicolò dal Cavallo, n. a Firenze, m. a Ferrara nel 1453.

Fu allievo del Brunelleschi; poi, recatosi a Padova (prima del 1434), subì l'influsso dell'arte di Donatello. Delle sue opere di questo periodo rimangono un bassorilievo di terracotta con S. Eligio (museo Civico) e la porta laterale della chiesa degli Eremitani (1442). Sono andate disperse le 10 statue che il B. scolpì per il sepolcro di GalcaZZZ da Santa Sofia (1436) e la fastosa tomba di Battista Sanguinacci (1440, chiesa degli Eremitani a Padova). L'influsso donatelliano, sentito con asprezza settentrionale, è assai vivo nella Crocifissione bronzea della cattedrale di Ferrara; in questa città il B. lavorò per Leonello d'Esté. Nel 1451 eseguì il cavallo del monumento equestre di Niccolò III d'Esté (per quest'opera, ora scomparsa, il B. fu detto «Niccolò dal cavallo»). Il B. ebbe in Ferrara un'attiva bottega che, dopo la sua morte, fu proseguita dal figlio Giovanni e da Domenico Paris.

BIBL.: G. De Nicola, s. V. in Thieme-Becker, II, p. 51; A. Venturi, Storia dell'arte italiana, VI, Milano 1908, pp. 88-106. - Per il periodo padovano cf.: W. Bode, Lo scultore Bartolomeo da Padova, in Arch. Storico dell'Arte, 4 (1891), p. 414; E. Rigoni, Una terracotta di N. B. a Padova, in Arch. veneto tridentino, 10 (1926), pp. 180-82; id., Il soggiorno in Padova di N. B., in Atti della R. Accademia di Scienze, Lettere ed Arti in Padova, 43 (1927), pp. 215-229; G. Fiocco, Sulle relazioni tra la Toscana e il Veneto nei secc. XV e XVI, in Riv. d'Arte, 11 (1929), pp. 439-48. - Per il periodo ferrarese, cf.: A. Venturi, Primordi del Rinascimento artistico a Ferrara, in Riv. Storica Ital., 1 (1884), pp. 591-631; A. Venturi, L'arte a Ferrara nel periodo di Borso d'Esté, in Riv. storica ital., 2 (1885), pp. 689-749. Elsa Gerlini