BAYEUX. - Città sul fiume Aure, dipartimento di Calvados; ebbe vari nomi nell'antichità: Tolomeo la chiama *Arigenus Biducosiorum*, la tavola Peutingeriana: *Arigenus*, poi *Baiocum*, *Inlobona*, *Biduatium*. Conquistata dai Romani, fece parte della provincia lionese seconda. Presa da Clodoveo, sotto i Franchi, costituì il *comitatus Baiocensis*. Fu più volte devastata dai Normanni.
Incerte sono le origini della diocesi di B. Sia le due prime redazioni del *Martirologio geronimiano* sia il Martirologio di Adone non ricordano alcun santo di questa diocesi; in quello incompleto di Usuardo è menzionato solo il vescovo s. Vigore, che si ritrova in un manoscritto del sec. x del *Geronimiano* insieme col vescovo Giovanni. Quanto alla tradizione, essa si risume in tre leggende, di cui la più antica può risalire al sec. VIII. Le liste episcopali giunte a noi risalgono al sec. XII; il primo vescovo ricordato è Euspério, il cui nome è inciso in un vassoio d'argento da lui donato alla chiesa (cf. G. Morin, *Missonium de Saint-Exupère. Note sur un plateau offert à l'Eglise de B. par son premier évêque*, in *Mélanges d'arch. et d'hist.*, 18 [1898], pp. 363-79). Nell'età moderna B. viene spesso detta la diocesi dei Santi, perché ne annovera più di trenta, tra cui recentemente canonizzato s. Giovanni Eudes.
La Cattedrale, costruita nel sec. VI, bruciò nel 1105; sono superstiti i capitelli della cripta e delle torri della facciata, del sec. XII, alla quale età appartengono anche
(
da J. Clédat, *Le monastère et la nécropole de Baouit*, in: *Mélanges publiés par les membres de l'Inst. franc. d'arch. orient., XII*, Cairo 1901)
Bawir - Pitture della Cappella XVII (ca. sec. XII).
vol. di tavole senza testo). Ma di ben maggiore importanza sono le molte pit
i dogmi rivelati sono l’antitesi perfetta delle più evidenti verità della ragione naturale. Il merito dell’atto di fede sta nell’accettazione arazionale volitiva dell’irrazionalità delle verità rivelate. Ogni conoscenza umana è soggetta al dubbio: il B. teoreticamente è scettico; e solo con l’adesione alla fede esce dallo scetticismo. Il parossismo con cui accentuò l’antitesi ragione-fede, fece dubitare della sua sincerità, ma essa in fondo esprimeva la sua tragica scissione interiore. In dipendenza dai suoi principi, il B. propugnò la tolleranza religiosa. In etica, dovendo l’attività morale essere razionale, il B. ne afferma l’indipendenza da ogni convinzione religiosa. Il suo influsso, dovuto all’ampiezza della sua erudizione ed alla spregiudicatezza con la quale ne fa uso, fu larghissimo e deleterio. L’enciclopedismo ed in particolare Voltaire si formarono evidentemente sul metodo del B. e ne presero a modello, soprattutto nella lotta contro la Chiesa e la verità rivelata, la critica aere ed ironica e lo scetticismo corrosivo pur nella sua superficialità.
La sua opera maggiore è il Dictionnaire historique et critique, in 2 voll., Rotterdam 1695-97, che ebbe molte edizioni. Si ricordano inoltre le Nouvelles de la république des lettres, periodico (di lui ed altri), 1684-87; Œuvres diverses, 4 voll., l’Aia 1727. Tutte le sue opere (Opera omnia) furono ripetutamente messe all’Indice (v. Index libr. prohieb., Roma 1948, p. 42).

