BENEDETTO VHI, PAPA

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BENEDETTO VHI, PAPA. - La morte di Sergio IV (12 maggio 1012) offrì l'occasione ai due partiti che nella nobiltà romana avevano il sopravvento di saggiare le loro forze: i Crescenzi che per vent'anni avevano disposto dell'elezione del papa e imposto o favorirono Gregorio, e i conti di Tuscolo ch'erano loro antagonisti e si facevano forti ormai dell'appoggio imperiale, i quali riuscirono il 18 a farcere leggere uno dei loro, Teofilato, terzogenito del conte Gregorio prefetto navale. La contesa fu portata all'imperatore Enrico II; questi diede buone parole ai legati dell'elezione Gregorio; ma Teofilato che con l'aiuto dei suoi era riuscito a stabilire la sua autorità in Roma assumendo il nome di Benedetto VII, rimase di fatto il legittimo Papa. Enrico II entrò in Italia sul finire del 1013, ed insieme con la moglie Cunegonda fu incoronato imperatore da Benedetto VII a Roma il 14 febb. 1014; in quest'occasione Enrico rilasciò al Papa un documento analogo a quello concesso da Ottone imperatore, confermato poi nel 1020; nella stessa occasione si celebrò anche un sinodo, ma nulla si conosce su quanto vi fu deciso. Enrico ritornò in Germania; il Papa dal canto suo condusse una fortunata spedizione navale e terrestre nel 1016 contro i Saraceni che s'erano impadroniti di Lunì; quanto al resto però si sa che il governo di Roma stava nelle mani di suo fratello Romano «senator omnium Romanorum», e dell'altro fratello Alberico. B. compare presente ad un Concilio tenuto a Pavia il 19 ag. 1018 (Hefele-Leclerq, IV, p. 919), nel quale furono imposti decreti di riforma a proposito del celibato del clero; decreti che furono poi promulgati anche in Germania. Dietro invito di Enrico II B. si portò in Germania e giunse a Bamberga il 14 apr. ed il 24 vi consacrò la chiesa di S. Stefano; ne ebbe in compenso la signoria di quella città e di quel vescovado da poco istituito. Sul finire del 1021 Enrico II scese di nuovo in Italia e B. si accompagnò con lui a Benevento il 3 marzo 1021 e lo seguì nell'impresa condotta nell'Italia meridionale, dove egli stesso da tempo aveva favorito le rivendicazioni nazionali contro il dominio greco. Ma l'impresa ebbe poco successo; Enrico ritornò in Germania; il Papa m. a Roma il 7 apr. 1024.

BIBL.: P. Balan, Storia d'Italia, 2a ed., II, Modena 1894, p. 619; F. Baix, Benoît VIII, in DIIG, VIII, coll. 61-62 (rischi-sima bibliografia); L. Duchesne, Les premiers temps de l'Etat pontifical, 3a ed., Parigi 1911, p. 366; J. Gay, Les Papes du XIe siècle et la chrétienté, 2a ed., 1912, p. 69-93; Hefele-Leclerq, IV, II, pp. 901-38; E. Amann, in A. Fliche e V. MARTINO G, Histoire de l'Église, VII, par. 10-12, pp. 80-86.