BERNONE di REICHENAU (Berno Augiensis). - Da alcuni detto Bernardo; uomo politico, liturgista, musico, agiografo, oratore, poeta: fu uno dei più insigni personaggi del suo tempo. Abate di Reichenau dal 1008 al 1048 e amico dell'imperatore s. Enrico II, lo accompagnò a Roma per l'incoronazione (14 febbr. 1014), e, altra volta, quando prese parte ad una conferenza di prelati per discutere su alcune particolarità della liturgia romana.
Sollecito del bene della Chiesa, prese parte attiva
al movimento di riforma cluniacense, e si tenne in contatto con le maggiori personalità del tempo. Della sua abbazia, di cui accerebbe notevolmente la biblioteca, fece un cenacolo di studi e di santità. Morì il 7 giugno 1048, fu sepolto nel coro di S. Marco della chiesa di Reichenau; sepolcro e ossa furono scoperte nel dic. 1929.
La sua figura di restauratore grandeggia ancor più alla luce dell'attività letteraria che svolse. Sono sue opere: 1. De celebratione Adventus Domini, diretto ad Aribone, arcivescovo di Magonza, per risolvere la questione allora viva sulla lunghezza dell'Avvento, quando il Natale cade di lunedì. 2. Dialogus de teinuli Quattuor Temporum. 3. De officio Missae, in cui tratta di varie questioni concernenti le aggiunte fatte alla Messa. 4. De varia psalmorum atque contum modulatione, interessante opuscolo di critica biblico-liturgica concernente vari testi destinati al canto, sia del Breviario che della Messa, con richiami all'originale ebraico e alle antiche versioni. 5. Tonarius, preceduto da un ampio Prologus: è l'opera più famosa di B. 6. De contona Tonorum diversitate, breve sintesi dell'opera precedente. Scrisse ancora: Vita sancti Uldarici, rimaneggiamento elegante dell'opera di Gerardo, ma di scarso valore storico. Di s. Uldarico, B. compose anche e musicò un Ufficio. Gli è stata attribuita, sembra a torto, una Vita Sancti Mainardi: del quale invece compose un Ufficio. È anche autore di alcuni Ioni e Sequenze. Una raccolta di Lettere di B. ci è conservata nel codice Sangall. 898, del sec. XI. Altre opere sue, come De instrumentis musicalibus sono perdute. A. Duch però ha ritrovato l'opuscolo De nigromantia seu divinatione daemonum condemnanda e 16 Sermon.
In mancanza di una edizione critica delle opere di B., la migliore resta quella del Migne: PL 142, 1047-1214. Per la corrispondenza di B. con Aribone di Magonza, cf. Ph. Jaffé, Monum. Magantino, in Bibl. Rerum Germ., III, Berlino 1866, pp. 365-72. Le sue opere musicali sono state pubblicate, nel 1784, da Martino Gerbert, in Scriptores ecclesiastici de Musica Sacra, II, Lipsia 1905, pp. 61-122.