BENEDIZIONALE. - Libro che conteneva i formulari da usarsi per le varie benedizioni. Una prima raccolta di esse si trova in Oriente nel Sacramento di s. Serapione di Thmuis (F.X.Funk, Didascalia et Constitutiones Apostolorum, II, Paderborn 1905, p. 163 sgg.), poi negli Euchologion dei greci. In Occidente il più antico è probabilmente quello del Cod. 6430, usato nella chiesa di Frisinga redatto ad Autun nel sec. VII (G. Morin, in Revue Bénédictine, 29 (1912), pp. 168-94). L'appendice di Alcunno al Gregoriano ne dà altre formule, ed in molti sacramentari antichi dopo il prefazio si trova una collezione di benedizioni (L. Delisle, Anciens Sacramentaires, p. 87). Fra le più note collezioni sono il B. di s. Gregorio Magno (F. A. Zaccaria, Bibliotheca Ritualis, I, Roma 1776, p. 158), il B. Aethelwoldi vescovo di Winchester (983-984) che contiene formule per 116 feste (ed. G. F. Warner e H. Wilson, Oxford 1911), quello dell'arcivescovo Roberto (sec. x; ed. H.A. Wilson, Londra 1903), che contiene anche altre funzioni sacre da celebrare dal vescovo, quello di Canterbury (sec. xi), già unito al pontificale (ed. R.M. Wooley, Londra 1917), il B. iuxta ritum Ecclesiae Aurelianensis (Orléans 1966), l'Obsequiale sive B. Pragense (Praga 1585); così pure l'estratto dal pontificale della chiesa di Reims che contiene le Benedictiones Episcopales (U. Chevalier, Sacramentaire et Martyrologie de l'Abbaye de St-Remy, Parigi 1900, pp. 306-15). Spesso i b. erano ornati da preziose miniature rappresentanti il rispettivo rito di benedizione. Oggi i b. sono contenuti nel rituale, pontificale e messale e non si stampano più separatamente.
BENEDIZIONALE
BIBL.: J. Baudot in DACL, II, coll. 727-41; Ph. Oppenheim, De libris liturgicis deuae iure ex eis manante, Torino-Roma 1940, pp. 63-69, con bibl. Filippo Oppenheim.