BERTAZZOLI, FRANCESCO

BERTAZZOLI, Francesco. - Cardinale, n. a Lugo il 10 maggio 1754, m. a Roma il 7 apr. 1830, studiò teologia in Bologna e nel 1777 prese gli Ordini. Fu una delle persone che godettero maggiore credito presso Pio VII: legato a lui da profonda amicizia fin da quando questi era vescovo di Imola, lo soccorso con aiuti in denaro, allorché dovette recarsi al Conclave di Venezia, poiché il futuro Pontefice dava ai poveri la metà delle rendite della sua mensa. Chiamato dal Papa a Roma, fu nominato vescovo di Montalto, e canonico di S. Maria Maggiore, elemosinere segreto e, nel 1808, arcivescovo di Edessa *in partibus*. Nel 1811 fece parte della missione inviata da Parigi presso il Pontefice prigioniero a Savona: uomo di grandissima fede, ma di debole carattere, il B. non seppe vincere le insidie della politica napoleonica ed insieme al card. Roverella, principalmente, e ad altri, indusse Pio VII alle concessioni di Fontainebleu, che se non fossero state coraggiosamente revocate, avrebbero colpito l'autorità e il prestigio del Papato. Ma se gli errori di Fontainebleu furono riparati, bisogna riconoscere anche al B. la sua parte di merito. Moltissimo egli si adoperò per la ritrattazione delle infauste concessioni, e questa fu la prova migliore della sua buona fede nei precedenti avvenimenti. Rientrò a Roma con il Pontefice e fu creato cardinale del titolo di S. Maria sopra Minerva il 10 marzo 1823. Sotto Leone XII passò al vescovado suburbicario di Palestrina, Pio VIII lo nominò suo elemosinere segreto. Fu amico del card. Cappellari (poi papa Gregorio XVI), che lasciò esecutore delle sue ultime volontà. Venne sepolto in S. Maria sopra Minerva dove gli fu eretto dal nipote Pietro un monumento, opera del Rinaldi.

Bru.: *Memorie storiche del ministero de' due viaggi in Francia... del card. Bartolomeo Pacca*, Pesaro 1830, passim; F. Artaud de Montor, *Storia del papa Pio VII*, Lucca 1837; G. Moroni, *Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica*, V, p. 178; M.-Th. Disdier, s. V. in *DHC*, VIII, coll. 924-25; Necrologio di *Diario di Roma*, n. 32 del 21 apr.

1830. Gabriella de Stefano BERTELLI, Leopoldo

Barnabita, in religione p. Tinto, n. a Bologna il 26 ott. 1826 e m. al collegio «Alla Querce» di Firenze il 6 febbr. 1905. Fiscò e sismologo, primo indagatore dei microsismi, storico della scienza. Compiuti gli studi presso le scuole pubbliche dei Barnabiti a Bologna e ordinato sacerdote a Napoli (1850), insegnò matematica e fisica per oltre un cinquantennio nei collegi del suo Ordine a Napoli, a Macerata, a Bologna, a Parma, e dal 1868 a Firenze, dove rimase fino alla morte. La sua versatilità di scienziato lo portò ad occuparsi dei fenomeni più svariati: di elettromagnetismo, di meteorologia, d'astronomia; a ricerche geologiche e paleontologiche; ad osservazioni talassiche e di fisica terrestre; a studi storico-scientifici sullo scandaglio marino, sulla bussola nautica, sul barometro, sulla pila. Ma soprattutto egli sta all'avanguardia nella storia della sismologia, essendone stato uno dei primi cultori ed avendo contribuito notevolmente allo sviluppo di essa con accurate indagini. Nel rilievo dei fenomeni non ancora approfonditi, chiese sempre la conferma delle induzioni personali o delle ipotesi a severi ed assidui esperimenti; e per questi si costruì vari strumenti, tra cui uno per registrare i microsismi, da lui chiamato «cronometro». Ha diverse pubblicazioni sull'uso e sulla storia della bussola che mettono in chiaro la genesi della leggenda di Flavio Gioia. Fu socio di molte accademie e dal 1904 presidente dell'Accademia pontificia dei Nuovi Lincei. Tenne pure la direzione della Specola Vaticana (1895-98).

Bru.: G. Boffito, *Biblioteca Barnabitica*, I, Firenze 1933, pp. 180-98 (con ampia bibl.). Filippo M. Parenti