BERTINI, GIOVANNI MARIA

BERTINI, GIOVANNI MARIA. - Teologo domenicano, n. a Palermo verso il 1610, ivi m. in onore di santità il 15 febbr. 1669. Entrò giovane dai Domenicani di Palermo e vi percorse la carriera degli studi fino alla reggenza che vi tenne nello studio generale di S. Domenico dal 1654 al 1656. Governò anche il convento come priore (1651-53 e 1659-61). Poi divenne qualificatore e consultore dell'Inquisizione in Sicilia. Pieno di zelo per le anime, promosse varie associazioni pie, come quella del Rosario, per i sacerdoti secolari.

I suoi scritti riguardano o la dottrina di s. Tommaso, o la pietà, particolarmente il S. Rosario. I commenti alla Summa Theologiae dell'Aquinate si trovano nella biblioteca Comunale di Palermo (ms. 369, c. 35, 362 q. A. 127). L'Echard menziona pure La Teologia mistica secondo la dottrina di s. Tommaso (Palermo 1668). Nel Sacri Rosarii Hortus (4 voll., ivi 1658-67) il B. spiega il Rosario come aiuto della contemplazione, della predicazione e dell'azione. In Sacratissimae inquisitionis rosa virginea in qua catholicae fidei puritas efflorescit virginalis (ivi 1662) opera di scienza, pietà e fantasia barocca, tenta una spiegazione della Summa secondo i misteri del Rosario. Soltanto il volume sui misteri gaudiosi vide la luce. Da notare la teoria delle visioni corporali e la maniera di conoscerle, e specialmente le «perorationes», cioè brevi ardenti preghiere che terminano i singoli articoli.

BIBL.: A. Mongitore, Bibl. Sicula, I, Palermo 1708, p. 349 sq.; I. Quétif-I. Echard, Scriptores O. P., II, Parigi 1721, p. 628 sq.; I. Colosio, s. V. in DSp., I, col. 1534. Angelo Walz

BERTINI, GIOVANNI MARIA. - Filosofo, educatore, n. a Carmagnola nel 1818 e m. a Torino il 14 ott. 1876. Conoscitore del greco e della filosofia platonica diede vari saggi tra i quali è da ricordare: Idea di una filosofia della vita (2 voll., Torino 1850).

Chiamato a far parte del Consiglio superiore della pubblica istruzione vi esercitò una benefica influenza; frutto di questa permanenza al Consiglio superiore sono la Relazione e proposte sulla scuola secondaria (1865), Questione urgente sull'istruzione classica e le lettere al Fassini Sulla riforma dell'istruzione secondaria classica. La scuola secondaria per il B. ha soprattutto un fine formativo nel senso che essa non dà soltanto cognizioni, ma educa, tendendo alla piena formazione della personalità dell'uomo, del cittadino e del soldato. Il B. voleva che lo Stato non restasse indifferente di fronte all'istruzione ed educazione religiosa dei giovani, che doveva