BONATELLI, FRANCESCO

BONATELLI, FRANCESCO. - Filosofo spiritualista, n. a Iseo il 25 apr. 1830, m. il 13 maggio 1911 a Padova dove insegnò all'Università. Si oppose al posi-tivismo ed all'idealismo. Lo si può collegare agli spiritualisti italiani della prima metà del secolo, per quanto abbia rilevato nella loro dottrina notevoli residui di quel-saggio soggettività alla quale essi stessi si opponevano, e vi abbia reagito. Si riferisce alla corrente psicologica e descrive soprattutto a quella del Lotze. Il suo psicologismo fu in verità una reazione al trascendentalismo da lui considerato fonte dell'errore universalistico e soggettivistico. Ricercò nella sua indagine, che non manca di acutezza e di profondità seppure priva di sistema-ticità, il nuovo fondamento della vera oggettività che per il B. è riposto nella coscienza e non può prescindere dalla assoluta posizione degli eterni valori. In Dio infatti «la perfetta idealità, la realtà massima e l'assoluta necessità si unificano indissolubilmente».

L'attività dello spirito e il processo della realtà che ne consegue culminano nella conoscenza e nella assoluta di Dio, posto dalla fede ortodossa del B., e conoscibile col teorico processo del pensiero potenziale o involuto e del pensiero attuato o esplicato che procede per analoga dal semplice al composto e per una legge di idealizzazione dell'Io dal finito all'infinito. È merito precipuo di B. avere riportato nell'ambito della coscienza il problema dell'oggettività del conoscere e di aver avvertito il pericolo che ne deriva quando il processo gnoseologico si svolge e si esaurisce soggettivamente. L'attività conoscitiva è fonda mentalmente attività di giudizio, ma il concetto non realizza compiutamente l'oggettività che, al di sopra dell'intelletto conoscente, è attività di coscienza; questa si attua nell'idea che da molti è stata interpretata platonicamente. In verità l'idea è costitutiva del reale, è contenuto della coscienza stessa ed in tanto è trascendente rispetto ad essa, in quanto ci riporta all'azione ed alla coscienza del Creatore. È solo in questo senso più dirsi originale il dualismo del B. in quanto ciò risale alla posizione di trascendenza divina, alla dualità uomo-Dio, finito ed infinito. Dualità di fun-zioni e di processo più che sostanziale perché lo stesso B. conclude che «la dualità scomparisce del tutto quando la mente riconosce che nell'assoluto idealità e realtà, appunto perché l'una e l'altra assoluta ed originaria, si identificano».

Questa conclusione è ancora più legittima quando si consideri che per il B. al di sopra della conoscenza teorica, rivelatrice di un aspetto soltanto del reale, vale il giudizio apprezzativo o di stima che integra il concetto di realtà. È una rivendicazione di valori che pone un deciso primato della ragione pratica ed una chiara prevalenza di interessi morali e religiosi come criterio integrale ed unificatore della scienza del reale.

BIBL.: Opere del B.: Pensiero e conoscenza, Bologna 1864; La coscienza e il meccanismo interiore, Padova 1872; Elementi di psicologia e logica, 1895. - Studi: G. Gentile, Le origini della filosofia contemporanea in Italia, I, Messina 1917, pp. 235-88; C. Mazzantini, La dottrina filosofica di F. B., in Riv. di filosofia neo-scolastica, 23 (1931), pp. 105-23; V. Prestipino, Il problema della coscienza in F. B., Capo d'Orlando 1931; G. Gnesotto e Franceschini, Qualche osservazione sul carattere critico e l'opera filosofica di F. B., Padova 1935; P. Cheula, Saggio su la filosofia di F. B., Milano 1935; E. Troilo, Psicologia e metafisica in F. B., in Figure e dottrine di pensato, 22a serie, Padova 1941, pp. 149-91. Vincenzo Prestipino.