BONNETTY, AUGUSTIN

BONNETTY, Augustin. - Filosofo e storico francese, n. a Entrevaux il 9 apr. 1798, m. a Parigi il 29 marzo 1879. Fondò nel 1830 le Annales de philosophie chrétienne i quali, insieme con l'Université catholique (la cui direzione assunse nel 1840 e fuse poi con le Annales nel 1855), furono la palestra nella quale fino alla morte egli diede i contributi più cospicui della sua attività scientifica. La posizione dottrinale del B. è intimamente connessa al movimento fideista e tradizionalista francese, il solo con cui egli reputava possibile trionfare del razionalismo, specialmente di Cousin, allora dominante. Il suo sistema non è però così estremista come quelli del De Bonald e Bautain. Il B. non intende discutere quali siano teoricamente i limiti naturali della ragione umana e le sue possibilità. Gli pare anzi oziose per un cristiano porre la questione in questi termini poiché, egli dice, l'uomo non fu lasciato a se stesso, e fin dalla creazione, attraverso il linguaggio, venne istruito da Dio nelle verità necessarie, particolarmente in quelle di ordine morale e religioso. Tuttavia il B., sorpassando l'aspetto storico ch'egli stesso si era imposto, sembra asserire qualcosa di più e cioè che se anche l'uomo dopo la Rivelazione è capace di dimostrare la razionalità di molte delle dottrine religiose e morali rivelate, è però assolutamente incapace di scoprirle senza il soccorso della Rivelazione. A riprova della sua tesi il B. si appella all'unità del genere umano e alla comune origine dei diversi linguaggi.

Da questo deprezzamento della speculazione filosofica era facile scivolare verso un atteggiamento non soltanto negativo ma anche di condanna nei con-

fronti della Scolastica che nei suoi massimi esponenti esalta la potenza dimostrativa dell’umano intelletto. La S. Congregazione dell’Indice con suo decreto dell’11 giugno 1855 chiese quindi al B. di sottoscrivere quattro proposizioni che compendiano e fissano la dottrina della Chiesa in materia (cf. Denz-U, n. 1649-1652).

Nella prima contro l’unicità del principio di conoscenza (Rivelazione divina a noi tramandata dalla tradizione orale) ammessa dal B. per le verità della religione naturale, viene affermato il potere della ragione che può condurci egualmente al vero, procedendo essa come la fede da un unico autore, Dio. La seconda proposizione è essenziale, mentre una specificazione della precedente asserendo che la ragione può dimostrare con certezza l’esistenza di Dio, la spiritualità dell’anima e la libertà umana. La terza proclama, contro la dottrina del B., l’anteriorità della conoscenza razionale alla fede: «rationis usus fidem praecedit et ad eam hominem ope revelationis et gratiae conducit». La quarta difende, contro le accuse del B., il metodo scolastico, specialmente di s. Tommaso e di s. Bonaventura, dichiarando che non favorisce il razionalismo e non si può imputare ad esso se la moderna filosofia ha deviato nel naturalismo e nel panteismo.

Il B. si sottomise e sottoscrisse le proposizioni propostegli.

Oltre l’aspetto filosofico è importante sottolineare nell’attività scientifica del B. i suoi contributi storici. Oltre ai numerosi articoli editi nelle Annales, ricordiamo: Morceaux choisis de l’histoire de l’Eglise (2 voll., Parigi 1828; 2a ed. col titolo Beautés de l’hist. de l’Eglise, ivi 1841); Table alphabétique de tous les auteurs sacrés et profanes qui ont été découverts et édités par le Card. Mai (ivi 1850); Documents historiques sur la religion des Romains (4 voll., ivi 1867-87); La reine Blanche, si Louis et le comte de Chalon-bord (ivi 1878), ecc.

BIBL.: Abbé Dedoue, A. B., sa vie, ses travaux, ses vertus et ses derniers moments, in Annales de phil. chrét., 96 (1879), pp. 348-441; Hurter, V, col. 1471 sq. Felicissimo Tinivella