BOSSI, GIUSEPPE. - Pittore e scrittore, n. a Busto Arsizio il 17 ag. 1777, m. a Milano il 9 dic. 1815. Neoclassico, superficiale seguace dell'Appiani nel Funerale di Temistocle (galleria d'Arte moderna di Milano), negli affreschi della villa Melzi a Bellagio, in quelli della villa Marliani a Crevenna, ecc. Più vivo e spontaneo è nei ritratti tra cui notevoli il gruppo nella collezione Treccani di Milano, gli autoritratti dell'Ambrosiana e degli Uffizi.
Il B. eseguì anche copie da Raffaello, che studiò a Roma dove fu dal 1795 al 1801; ancor più fu attratto da Leonardo: dipinse una copia del Cenacolo (1807-1809, castello Sforzesco), e raccolse nel a volumi Del Cenacolo di Leonardo da Vinci (Milano 1810) le notizie e le sue osservazioni sull'opera vinciana. A questo studio attinse largamente Stendhal per le pagine dedicate al Cenacolo nella sua Histoire de la peinture. Altri suoi scritti sono il Discorso sulla utilità politica delle arti e del disegno (Milano 1805) e un Saggio di ricerche intorno all'armonia cromatica naturale e artificiale, in Memorie dell'i. r. Istituto Lombardo del Regno Lombardo-Feneto, 2 [1821] p. 277-316).
Fu amatore di opere e oggetti d'arte e formò una notevole collezione di disegni (ora nella galleria di Venezia).