BOSSI, MARCO ENRICO. - Organista e compositore, n. a Salò il 25 apr. 1861; m. nel piroscafo il 20 febbr. 1925, mentre tornava dall'America.
Suo padre Pietro, buon organista, lo erudi negli elementi dell'arte musicale. Nel 1861 raggiungeva il fratello Adolfo a Bologna, dove frequentò il liceo musicale e, nel 1873, s'iscrisse a quello di Milano. Nell'autunno del 1878, prendeva parte come pianista e compositore ai concerti del Crystal Palace di Londra. Tornato in patria vinse il concorso per organista del duomo di Como, e nella Gazzetta musicale di Milano iniziò una serie di articoli nei quali propugnava la necessità d'una riforma dello studio dell'organo, del quale indicava lo stato di inferiorità nei progressi della riforma della musica sacra. Con un gran numero di apprezzatissimi concerti organistici in Italia e all'estero indicava la via da seguire. Nel 1890 assumeva la cattedra di organo e armonia nel conservatorio di Napoli; dal 1895 al 1902 tenne la direzione del liceo musicale di Venezia insegnando organo e composizione; in questo stesso anno succedeva al Martucci nella direzione del liceo musicale di Bologna, dove insegnò alta composizione, fondò e diresse la Società corale P. Martini. Nel 1911 lasciava il liceo musicale di Bologna per darsi esclusivamente alla composizione e ai concerti organistici; nel 1916 veniva nominato direttore del conservatorio di S. Cecilia in Roma, posto che occupò fino al 1920.
La sua attività come organista fu straordinaria e gli valse alta fama internazionale. Come compositore

Bosto, Antonio - Lettera autografa all'abate Crescenzi (28 febbr. 1629) - Roma, biblioteca Vallicelliana, ms. G. 20, c. 231.
tentò dapprima il teatro, ma abbandonò presto questo genere per darsi al sinfonico, e con vari lavori di grande stile rese noto al mondo il suo valore di compositore. Il Cantico dei Cantici (Lipsia 1900) e il Paradiso perduto (Augusta 1903), figurano fra le composizioni di maggior mole ed ebbero ammirabili simpatie tutte esecuzioni. Giovanni d'Arco (mistero in forma di poema-sinfonico) su versi di L. Orsini in un prologo e tre parti fu eseguito a Colonia il 20 genn. 1914 e ripetuto a Torino, Berlino, Nuova York, Roma. Le sue composizioni per organo occupano una importante antimistica parte del repertorio moderno e molte di esse vengono spesso inserite nei programmi di concerti organistici: due Sonate in re e in fa, due Scherzi in sol min. e in fa, Tema e variazioni, Studio sinfonico, Scene pastorali, Pezzo eroico, Leggenda, Alleluia, Momenti francescani, ecc. Per l'insegnamento dell'organo scrisse un metodo teorico-pratico in collaborazione con G. Tebaldini. Per organo e orchestra scrisse Concerto in la min., Pezzo da concerto, Fantasia sinfonica, ecc. Molte sono le sue composizioni per uso liturgico: Messe, mottetti, inni, ecc., le quali diedero un notevole contributo al progresso della riforma della musica sacra.