BRANDA da CASTIGLIONE. - Cardinale, n. a Ca- stiglione Olona nel 1350, m. ivi il 3 febb. 1443. Era già noto come canonista quando da Gian Ga- leazzo Visconti fu inviato a Roma per affari dell'Uni- versità di Pavia, ove insegnava. Bonifacio IX lo no- minò cappellano e uditore di Rota e poi legato pon- tificio in Germania. Nel 1404 era vescovo di Pia- cenza; fu deposto da Gregorio XII (1409) perché nel Concilio di Pisa sostenne dover quel Papa rinunziare al pontificato, come si era obbligato a fare prima dell'elezione. Giovanni XXIII lo creò, il 6 giugno 1411, cardinale prete del titolo di S. Clemente. Fu poi vescovo di Porto (1431), quindi di Sabina. Fu incaricato di varie legazioni in Germania, in Boemia contro gli Ussiti (1421), in Polonia. Prese attiva parte al Concilio di Costanza; in quello di Basilea sostenne Eugenio IV e quindi fu tra i prelati che si trasferi- rono a Firenze. Il Papa lo inviò anche piacere fra la Chiesa e Filippo Maria Visconti.
Fu accusato di voler abolire a Milano, nel 1440, il rito ambrosiano; ma è probabile si tratti di un'ac- cusa senza fondamento, basata su di un equivoco, allo scopo di allontanarlo dalla città.
Rimangono molte sue opere manoscritte; di lui si ri- corda la fondazione di due collegi e il mecenatismo in fa- vore della sua terra nativa, ove chiamò a dipingere Ma- solino da Panicale.
BRANDA DA CASTIGLIONE
BIBL.: G. Moroni, Dizion. di erudiz. stor. eccles., IX, Ve- nezia 1841, p. 218 sgg.; E. Biagini, Giovanni Vignati, in Arch. stor. lodigiano, 12 (1893), pp. 114-44, 153-81; G. Romano, Contrib. alla storia della ricostru. del ducato milanese sotto Filippo Maria Visconti, in Arch. stor. lombardo, 3a serie, 6 (1896), pp. 231-90; R. Sabbadini, Il card. B. da C. e il rito romano, in Arch. stor. lombardo, 3a serie, 19 (1903), pp. 307-408. Carmelo Trasselli