BREZINA, OTOKAR

BREZINA, OTOKAR. - Pseudonimo di Václav Jebarý. Poeta cèco, n. presso Tábor nel 1868, m. a Jaroměřice nel 1929.

Ha scritto: « Le lontananze misteriose » (Tajemné dálky), « Alba in occidente » (Svítání na západě), « I venti dai poli » (Větrý od pólů), « I costruttori del tempio » (Stavitelé chrámu), « Le mani » (Ruce), « Musica delle sorgenti » (Hudba pramenů).

B. volge i suoi sguardi verso le lontananze mistiche. Accorgendosi con dolore che l'anima sua non è soddisfatta,

che piange essendo incerta e piena di dubbi, nel proprio tormento volge lo sguardo in cerca dei dolori del prossimo; egli trova così un'ancora di solidarietà e solleva le proprie mani, sostenute da un numero infinito di esseri umani, verso l'Eterno e l'Infinito, trovando finalmente la pace che nel suo isolamento non poteva trovare. La sua poesia, con formule approssimative e abbastanza discutibili, è stata qualificata metafisica e simbolista. Egli è, senza dubbio, il più grande poeta mistico della moderna letteratura cèca.

BIBL.: E. Saudek, Pod oblobou O. Bréziny (Sotto l'orizzonte di O. B.), Praga 1928; M. Dvořák, Tradice dílo O. Bréziny (La tradizione dell'opera di O. B.), ivi 1928; E. Chalupný, Studie o O. Bréziny a jiných syvých českého umění a filosofie (Studio su O. B. ed altre figure dell'arte e della filosofia cèca), ivi 1912; F. X. Šalda, in Dule a dílo (L'anima e l'opera), Praga 1922; numero unico della Rivista di lett. slave, a cura di E. Lo Gatto, Roma 1930. Miroslav Štumpf
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“BREZINA, OTOKAR.” Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), p. 74. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/brezina-otokar.