BREZINA, Otokar. - Pseudonimo di Václav Jebarý. Poeta cécc, n. presso Tábor nel 1868, m. a Jaroměřice nel 1929.
Ha scritto: «Le lontananze misteriose» (Tajemmé dáthy), «Alba in occidente» (Svitáni na západé), «I venti dai poli" (Fétys od pôld), "I costruttori del tempio" (Stavitelé chrómu), "Le mani" (Ruce), "Musica delle sorgenti" (Hudba pramenú).
B. volge i suoi sguardi verso le lontananze mistiche. Accorgendosi con dolore che l'anima sua non è soddisfatta,
che piange essendo incerta e piena di dubbi, nel proprio tormento volge lo sguardo in cerca dei dolori del prossimo; egli trova così un'àncora di solidarietà e solleva le proprie mani, sostenute da un numero infinito di esseri umani, verso l'Eterno e l'Infinito, trovando finalmente la pace che nel suo isolamento non poteva trovare. La sua poesia, con formule approssimative e abbastanza discutibili, è stata qualificata metafisica e simbolista. Egli è, senza dubbio, il più grande poeta mistico della moderna letteratura céca.