BROWNING, ROBERT. - Poeta inglese, n. a Camberwel il 17 maggio 1812, m. a Venezia il 12 dicembre 1889. Spirito multiforme ed emotivo, tempeò la felicità della vita con il tormento dell'arte, in una ricerca espressiva che anticipa i tempi. Nomade della cultura, esplorò, per cantarle, oscure regioni della storia, come amò praticare inattese sezioni sulle coscienze e correre materialmente il mondo, da Pictoburgo all'Italia, «sua unica università» e spesso fonte di ispirazione (dimorò a lungo in Firenze con la moglie Elizabeth Barrett e fu tra i primi scopritori dell'incanto veneziano). L'irrequietezza interior alimentò anche gli ardimenti tecnici della sua poetica, con cui volle reagire all'ambiente letterario e che s'intorrida a volte in sfarzoso apparato di immagini, di rime e di perfiarsi, che disorientano il lettore.
Come il suo pensiero rimase sostanzialmente borghese, anche se idealmente crocizzato secondo gli stampi carlyliani, così la sua visione cosmica e umana si rifranse in un pittoresco di mediterranea intensità. Vissuto in tempi, in cui la scienza iniziava gli assalti alla fede, il B. che dalla madre aveva ereditato l'indole intimamente religiosa e la salda struttura morale, sentì l'esigenza di un'ascesa spirituale, che, incominciata sulla terra al di sopra di ogni barriera positivistica, si prolunghi nell'aldilà, fino a Dio, e la vita terrena considerò come allenamento al bene, vestibolo dell'eternità, prova in cui anche il peccato e l'errore sono mezzi di spirituale affinamento. Persino l'arte e l'amore traggono riverberi da tale concezione: l'una intesa come sublimazione dell'angusta realtà mondana in luci di superiore verità, con assidua proiezione del reale sull'ideale; l'altro innalzato a simbolo dell'amore universale e perciò cantato con quasi costante rimozione di residui sensuali. Tale atteggiamento interiore del B. non può non illuminarsi di cristiane luci: cristianesimo, però, sentimentale, più che dogmatico; anelito, meglio che approdo.
Del resto la problematica religiosa è, più o meno, presente in tutta l'opera del B., la quale, dopo una fase filosofica (Pauline, 1833; Paracelsus, 1835; Sordello, 1840) e una drammatica (Strafford, 1837; Pippa Passes, 1841; ecc.), culmina nelle affermazioni della maturità (Dramatic Lyrics, 1842; Dramatic Romances and Lyrics, 1843; Christmas Eve and Easter Day, 1850; Men and Women, 1855; Dramatis Personae, 1864; The Ring and The Book, 1868-69), per poi ripiegare nell'analisi, non scevra di manierismo e svigorita di stile, delle ultime produzioni.
Scrutatore di anime solinghe, il B. meno riuscì nel
teatro, affermandosi invece sommone artefice di monologhi drammatici. Ne è insigne prova il suo capolavoro, il ricordato The Ring and The Book, nel quale viene riflessa nello specchio psicologico dei vari attori e testimoni della vicenda, la cronaca dell'assassinio di una giovane donna (Pompilia) e del suo amante (Caponsacchi) per opera del marito Guido, nella Roma papale del '600. Il lungo poema, nonostante le ineguaglianze, rimane una delle più alte voci della poesia europea del sec. XIX.