BRUNETIÈRE, FERDINAND. - Critico letterario francese, n. a Tolone il 19 luglio 1849, m. a Parigi il 9 dic. 1906. Cominciò a collaborare alla Revue des Deux Mondes sin dal 1875, divenendone direttore nel 1895. Nel 1886 fu nominato « maître de conférences » all'Ecole normale supérieure di Parigi. Membro dell'Académie française dal 1895.
Conoscitore profondo del Seicento francese, dotato di estese letture filosofiche e scientifiche, che (più che elaborare con autonomia di pensiero) asservi al suo costante sforzo polemico, il B. si adoperò più volte a conciliare Darwin e Spencer con la storia dei generi letterari, giungendo ad illazioni ardite ma poco solide. Empirica era la sua metodologia critica, più che altro legata ad una valutazione eminentemente classicistica, anti-decadente, anti-impressionistica della letteratura, accostandosi sempre più al gusto poetico e culturale del Rinascimento francese (vedi i 9 voll. degli Etudes critiques sur l'histoire de la littérature française [Parigi 1880-1925]; Le roman naturaliste [ivi 1883]; Histoire de la littérature française classique [ivi 1904]).
Assai importante per la storia del pensiero e della cultura cattolica francese è il suo ritorno alla religione, le cui tappe ideali sono documentabili in La science et la religion [ivi 1895]. Abilmente piegando e risolvendo nel pensiero cristiano le conclusioni del positivismo di Comte, combatté una finissima battaglia contro Renan (v. E. R. [ivi 1903], e Pages sur E. R. [ivi 1924]), a favore della tradizione sociale borghese della Francia cattolica (cf. le sue « raisons » sociali e politiche nei Discours de combat [ivi 1900-1907]), a favore di una « restaurazione » classico-cattolica dello spirito francese.
der Lugt, L'action religieuse de F. B., Parigi 1936; E. Hocking, F. B., the evolution of a critic, Madison 1936; V. Giraud, La critique littéraire, Parigi 1945, pp. 30 sgg., 185 sgg.