BUCHMANN (BIBLIANDER), THEODORE

BUCHMANN (BIBLIANDER), THEODORE. - Protestante, n. ca. il 1504 a Bischofszell (Thurgau), m. di peste a Zurigo il 26 sett. 1564.
Professore di lingue orientali a Zurigo, dopo Zwingli (dal 1531), B. si distinse per la sua conoscenza dell'ebraico e terminò la traduzione della Bibbia (Zurigo 1542-43) cominciata da Leo Jud. Egli è principalmente l'uomo grammaticus, come amava chiamarsi (De optimo genere grammaticalum Hebr. [1542]; id., Commentarium de Sancta lingua Hebr., 11. 24 (ms); id., De ratione communi omnium linguarum et litterarum Commentarius [1543]). La sua traduzione del Corano (1543) è piuttosto una revisione del testo di Pietro Cluny. Contrariamente a Lutero e a Melantone, si occupò sia della storia biblica che ecclesiastica (De ratione temporum [1551]; id., Temporum supputatio partitioque exactor [1558]). Egli attacca volentieri la Chiesa cattolica con le armi degli umanisti alla maniera di Erasmo e più spesso con gli argomenti dello zwinglianesimo. È strano che abbia combattuto le riforme del Concilio di Trento, pur desiderando l'unione delle Chiese (Amplior consideratio decreti Synodalis Tridentini de authentica doctrina Ecclesiae Dei..., Basilea 1551; e ancora in: De legitima vindicatione christianismi, 1553).
Dal punto di vista missionario Zwingli e dopo di lui B. ebbero un atteggiamento umanista di fronte al problema della salvezza degli infedeli (Oratio ad narratioem Esajae [1532]). B. nella sua dissertazione De Monarchia totius Orbis Supremi rivendica i tesori della grazia divina per tutti i cristiani, giudei e musulmani. Anche nella questione della predestinazione si allontana dalla tesi di Zwingli.

BIBL.: H. M. van Nes, Bibliander als Zendingsman, in «Mededelingen» Tijdschrift voor zendingswetenschap, 62 (1918), p. 107; Giovanni Maria del S. Cuore, Rationes internes (doctrinae) de la négation ou de l'affirmation de l'idée missionnaire dans le Protestantisme du XVIe, XVIIe et XVIIIe siècle, Roma 1939-40 (dissertazione manoscritta). Giovanni Maria del S. Cuore