BUCHMANISMO. - Così chiamato da alcuni scrittori dal nome del suo fondatore Frank Nathan Daniel Buchman. Il B. è conosciuto sotto vari nomi; dapprima si chiamò semplicemente «Movimento di Gruppo» (Group Movement); poco dopo prese il nome di «Movimento del Gruppo di Oxford» (Oxford Group Movement) dal fatto che si propagò dapprima specialmente tra gli studenti di Oxford, e ora di «Raimmo morale» (Moral Re-Armament) dondela sigla M.R.A. Pretendono di essere i cristiani del primo secolo (First Century Christians) e dicono di voler aiutare tutte le altre Chiese. Proclamano lo stesso principio che ebbero G. Wesley, riguardo alla chiesa ufficiale d'Inghilterra, e lo Swedenborg, riguardo alle sette protestanti; eppure l'uno diede origine al Metodismo e il secondo alla Chiesa della Nuova Gerusalemme
L'iniziatore di questo «movimento», nacque nel 1878 a Pannburg in Pennsylvania; fu ordinato ministro luterano nel 1902 e resse una piccola parrocchia luterana per qualche tempo. Disgustatosi, a quanto sembra, con gli amministratori dell'ospizio di Overbrook, nel 1908 fece un viaggio in Inghilterra. Sia, come dice Ivor Thomas, che si convertisse nella riunione (Convention) di Keswick, o, come raccontano altri, che in una chiesetta di campagna vi si sentisse mosso, per lettere chiese perdono agli amministratori di Overbrook. La pace che egli sentì nell'animo suo dopo quest'atto, lo fece riflettere e poi formulare tutta una sua teoria, sull'utilità spirituale di conoscere i propri peccati, di confessarli a qualcuno, di abbandonarsi a Dio, di ascoltare le ispirazioni dello Spirito Santo. Ritornato in patria, cominciò subito ad applicare questo suo metodo ad alcuni studenti universitarie, e dopo alcuni anni fece un viaggio in Oriente. Nel 1921 visitò l'Università di Cambridge, dove attrasee alcuni seguaci, con i quali si stabilì a Oxford. Non tardò molto a raccogliere attorno a sé un bel
gruppo di studenti, e, sfruttando il loro entusiasmo giovanile, li spinse alla propaganda dei suoi metodi e delle sue dottrine. Sono rimasti celebri, tra altri, i viaggi da essi fatti nell'Africa del sud (1928-29), nel Canada e negli Stati Uniti (1932), e la grande riunione di Hollywood (Cal.), del 1939. In questa specialmente vi fu uno sfoggio imponente di arte reclamistica e di letteratura propagandista, con titoli senza azionari, ad es., «una crociata mistica per il riarmamento morale», ecc. Sulla scena coronata ad arco, e sull'annunzio «Nuovi uomini, nuove nazioni, un nuovo mondo», spiccava la sigla M.R.A. tra una selva di bandiere issate dai rappresentanti di 30 nazioni. Pretendevano con il riarmamento morale di arrivare ad una pace mondiale, e pochi mesi dopo scoppiava la più immane di tutte le guerre. I gruppi con il nuovo nome di M.R.A. si sono propagati soprattutto nei paesi anglosassoni, nel Canada e nell'Africa del sud; qualche successo hanno avuto in altri paesi protettanti; poco o nulla nei paesi cattolici.
Il Buchman non ha scritto nessun libro sul suo metodo, ma ha comunicato ai suoi seguaci la sua esperienza religiosa di un ravvicinamento di quello che, secondo lui, costituisce il cristianesimo primitivo (First Century Christianism): adunarsi in gruppi sotto la guida immediata dello Spirito Santo, confessare vicendevolmente i propri peccati (Io. 5, 16; Eph. 4, 25), consacrarsi interamente a Cristo e indurre altri a convertirsi alla medesima vita. Secondo questa interpretazione, il Buchman stabilì, quali costitutivi essenziali del movimento, quattro norme di vita (Standards of Life): assoluta onestà (negli affari), assoluta libertà (nei costumi), assoluto disinteresse, assoluto amore; e quattro pratiche: Sharing, comunicare ad altri le proprie esperienze religiose, confessando i propri peccati, tentazioni, ecc.; Surrender: abbandonare totalmente la propria vita alla guida di Dio; Restitution: riparare il male fatto; Listening to God's Guidance, ascoltare e seguire la guida dello Spirito Santo in ogni cosa da fare o da dire, e perciò praticare il Quiet time, tempo, sia pur breve, di raccoglimento spirituale per poter ascoltare tale guida. È essenziale il proselitismo, onde ogni gruppista deve essere necessariamente un Life-changer, convertitore ardente, per cambiare il mondo al più presto. L'ansia febbrile per le conversioni con appelli patetici e con radosie visioni milenaristiche di un mondo in pace e prosperità è caratteristica immancabile dello stile buchmanista. La proposta è fatta, oltre che individualmente, in adunanze di invitati in una casa o in qualche villa in campagna, dette House-parties, e più largamente in spedizioni missionarie di propagandisti, dette Teams, anche con adunanze pubbliche, discorsi e parate spettacolari, come quella notturna di 30.000 persone a Hollywood, il 19 luglio 1939. Il gruppo primo non professa alcun dogma né alcuna confessione particolare, anzi vuole che i gruppisti rimangano nelle rispettive loro confessioni a ravvivarsi la coscienza cristiana; perciò ha preso nel 1939 in America, un nuovo nome, più generico: «Riamo morale» (Moral Re-Armament).
Ciò nondimeno ha sollevato opposizioni anche nel campo protestante. In realtà è una setta protestantica, come il metodismo al quale somiglia molto. Nel campo cattolico non manca chi la consideri con una certa approvazione; altri credono che cada sotto la proibizione del CIC, 1258, § 1, pur considerando con benevola simpatia il movimento, in quanto si stizza di ravvivare la vita religiosa e morale languente nel protestantesimo. Le ragioni principali sono le seguenti: perché prescinde totalmente dalla carne, e chi accelera la vita, per il grave pericolo della Sharing, tanto pubblica come privata, fatta a qualsiasi persona, ed anche tra giovani di diverso sesso; per il pericolo di prendere nel Quiet Time per ispirazioni dello Spirito Santo ciò che è prodotto della fantasia, o delle inclinazioni personali; per la superficialità dei «cambiamenti di vita» o «conversioni» fatte nei ricevimenti familiari ecc. Inconvenienti gravissimi che non possono essere compensati da qualche successo ottenuto dai capigruppo, dalla buona volontà che manifestano anche verso la Chiesa cattolica, né dallo zelo che li anima.
Mario Barbera