CALCHI

CALCHI. -

I. LODOVICO MARIA

Riformatore ed apostolo domenicano, n. a Milano da famiglia se-natoriale il 26 dic. 1669, m. a Troia (prov. di Foggia) il 20 ag. 1709. Entrato tra i Frati predicatori a S. Maria delle Grazie nel 1685, sacerdote a Roma nel 1693, per la sua attività a pro' dei traviati ebbe la qualifica di «catechista dei birbanti». Infiammato d'amore divino, s'impresse ventenne sul petto con un ferro rovente il Nome di Gesù. Insegno dapprima per vari anni: la filosofia ad Alessandria, la teologia a Ferrara e a Cesena. Poi si dedicò tutto alle missioni tra il popolo e alla riforma e santificazione del clero, mediante un ritorno alla vita comune, stabilendo allo scopo a Troia l'istituto dei Conviventi. Ne è stata introdotta la causa di beatificazione nel 1917.
Bibl.: D. Troisi, Un apostolo domenicano: p. L. C., Roma 1921; Acta Cap. Gen. O.P., 1916, p. 45; AAS, 9 (1917), pp. 432-435. Innocenzo Casati

2. SIGISMONDO

Missionario barnabita, fratello del precedente, n. a Milano il 21 maggio del 1685, m. in Ava il 6 marzo 1728. Dopo aver insegnato filosofia e teologia nelle scuole Arcimboldi (Milano), delle quali fu anche rettore, fece parte del gruppo di Barnabiti che accompagnarono mons. Mezzabarba (v.) nella sua legazione di Cina (1719-21): in seguito fu destinato alla missione di Ava e Pegu (Birmania), di cui fu primo vicario apostolico e fondatore. Morì vittima della sua virtù e del suo zelo. Era assai stimato dal re. Sono andati perduti una sua grammatica ed un suo dizionario della lingua birmana.
Bibl.: L. Gallo, Storia del Cristianesimo nell'impero bir-mano, I, Milano 1862, pp. 97-111, 171-88 (dove il p. Gobio, editore dell'opera, ha inserito, tradotta in italiano, parte della biografia del Grazioli nelle sue Praestantium virorum vitae, Bologna 1751, e inoltre due lettere del p. C.); J. Gobio, Legazione dei padri O. Ferrari, Filippo Cesati, Ales. de Alessandri, Sal-vator Rasini, e S. C., barnabiti nella Cina e nella Cocinchina. Memorie raccolte dalle lettere dei missionari dal p. J. T., Milano 1862, p. 23 sgg.; O. Premoli, Storia dei Barnabiti, III, Roma