MEZZABARBA, CARLO AMBROGIO

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MEZZABARBA, CARLO AMBROGIO. - Patriarca di Alessandria, legato in Cina e cardinale, n. ca. il 1685 a Pavia di famiglia nobile, m. a Lodi il 7 dic. 1741. Conseguita la laurea in utroque iure, divenne poi referendario di ambedue le Segnature a Roma. In seguito fu governatore di Todi, più tardi della Sabina. Su proposta di Propaganda, nel Concistoro segreto del 18 sett. 1719 Clemente XI lo nominò legato a latere per la Cina e patriarca di Alessandria. La leggizione di Tournon in Cina non era riuscita a sciogliere la questione dei riti. Alcune prove di clemenza imperiale verso i cristiani avevano destato in Roma la speranza di una mutazione favorevole al cristianesimo. Anche il governo portoghese ritirò le misure emanate nel 1715 contro l'applicazione dei decreti pontifici concernenti i riti e consentì alla missione di un nuovo legato, sotto condizione che il viaggio avvenisse via Lisbona.

Il mandato di M. era di far applicare in Cina il decreto Ex illa die del 19 marzo 1715. Per preparare la via al legato, Clemente XI scrisse numerosi brevi al re di Portogallo, a suo fratello Francesco, all'Imperatore, ai vescovi e vicari apostolici della Cina e assegnò alcuni barnabiti e serviti come compagni del M. Confessore del legato era il servita Sostegno Viani che scrisse poi il Giornale della legazione della China (Colonia 1740). I due barnabiti Onorato Ferrari e Filippo Cesati viaggiavano in anticipo con un breve papale per preparare l'Imperatore alla legazione. Nella primavera del 1720 M. fece il viaggio a Lisbona, presentando ivi le sue credenziali, alle quali il governo portoghese fece certi ritocchi secondo i principi regalisti in uso. Il 25 marzo 1720 M. partì da Lisbona e, dopo breve sosta a Goa, arrivò il 23 sett. 1720 a Macao. Nel dic. del 1720 e nel gen. e febr. del 1721 fu

ricevuto da Kanghi con tutti i debiti onori; ma il risultato fu negativo come quello della legazione del Tournon.

Prevedendo quest' esito, M. fece presentare all'Imperatore, avanti la prima udienza, un elenco di concessioni portate da Roma. Queste concessioni contenevano la liceità dei riti, se questi fossero puramente civili e dopo la eliminazione di tutti gli elementi superstiziosi. Il 19 genn. 1721 l'Imperatore rispose con lettera autografa, dicendo che la clausola restrittiva era senza fondamento e toglieva ogni valore alla concessioni. Con regali per il Papa e il re del Portogallo M. il 3 marzo 1721 partì da Pechino giungendo a Macao, il 17 maggio 1721. Il 7 nov. 1721 pubblicò una Istruzione pastorale, ai vescovi, vicari apostolici e missionari, dichiarando non essere sua intenzione di sospendere la costituzione di Clemente XI e di non permettere niente di ciò che ivi era proibito. Per eliminare però ogni dubbio nell'esecuzione pubblicò pure le otto celebri concessioni che l'anno precedente aveva reso note all'Imperatore Kanghi. L'istruzione era destinata esclusivamente ai missionari e, sotto la pena di scommuia, ne proibiva la traduzione in lingua tartarica o cinese; ai cristiani cinesi era lecito darne notizia, ove fosse parso necessario o utile. Benedetto XIV nella cost. Ex quo singulari dell'11 luglio 1742 revocò tutte le concessioni del M. e riconfermò la costituzione di Clemente XI Ex illa die. Scrisse poi al re del Portogallo che il legato aveva oltrepassato i suoi poteri, oppure gli avversari della Costituzione clementina avevano interpretato in modo troppo largo le sue decisioni. Ma è certo che M. non aveva agito di propria iniziativa. Poco prima della sua partenza da Lisbona aveva ricevuto da Roma la risposta ad alcuni dubbi proposti dai vicari apostolici della Cina a Roma. Le otto concessioni erano contenute in questa risposta. Una nota al dorso dello scritto diceva espressamente che il legato poteva fare uso di questa risposta (Lettera di M. a Propaganda, datata Lodi, 10 ott. 1740, in Archivio di Prop. Fide, Scritture riferite nei congressi. Indie cren-tali e Cina, 1737-40, vol. XXII, ff. 680-81).

Verso la fine del 1721 partì da Macao per l'Europa, portando con sé a Roma la salma del suo predecessore, il card. Tournon (1723). Il 13 luglio 1725 fu nominato vescovo di Lodi.

BIBL.: I. Gobio, Legazione dei pp. Onorato Ferrari, Filippo Cesati, Alessandro di Alessandri, Salvatore Rasini e Sigismondo Calchi, Barnabiti nelle Cine e nella Coccinina, in L. Gallo, Storia del cristianesimo nell'Impero barmano, III, Milano 1862, Ap-pendice, pp. 1-86; Pastor, XV, pp. 358-70, 831-41. Nicola Kowalski