MEZZOFANTI, GIUSEPPE. - Cardinale e poliglotta insigne, n. a Bologna il 19 sett. 1774, m. a Roma il 15 marzo 1849. Ordinato sacerdote nel 1797, insegnò arabo nell'Università di Bologna, finché, per aver rifiutato di giurare fedeltà alla Repubblica cispalina, fu privato della cattedra. Riavutala tuttavia nel 1803, la mantenne fino al 1808, allorché fu soppressa; ristabilita nondimeno da Pio VII nel 1814, la occupò ancora fino al 1831, quando venne chiamato a Roma, ove fu membro del Collegio filologico dell'Università romana e nel 1833 prefetto della Biblioteca Vaticana, quale successore di Angelo Mai. Gregorio XVI lo elevò alla porpora il 12 febbr. 1838.

a Roma, ove fu membro del Collegio filologico dell'Università romana e nel 1833 prefetto della Biblioteca Vaticana, quale successore di Angelo Mai. Gregorio XVI lo elevò alla porpora il 12 febbr. 1838.
Come cardinale esercitò vari importanti uffici, tra cui quelli di prefetto delle Congregazioni degli Studi e della Revisione dei libri della Chiesa orientale. Il suo nome è anche legato alla forma di poliglotta eccezionale. «Risulta che poteva parlare speditamente circa quaranta lingue; a cui bisogna aggiungere un'altra trentina, che aveva studiato accuratamente, ma non aveva parlato quasi mai... e molti dialetti. Tutto sommato si arriva alla cifra approssimativa di centoquindici» (G. Ricciotti, art. cit. in bibl., p. 460). In vita il card. M. non pubblicò nulla, soprattutto perché troppo assorbito dalle tante sue occupazioni. Alcuni suoi manoscritti sono stati tuttavia pubblicati successivamente da E. Teza (Saggi inediti di lingue americane, Pisa 1868) e da C. Tagliavini (La lingua degli Indi Luisenos, Bologna 1926).
BML.: A. Manavit, Esquisse historique sur le card. M., 2ª ed., Parigi 1854; C. W. Russell, The life of card. M., Londra 1858 (trad. it., Bologna 1859); J. Ch. Mitterrutzner, Joseph Card. M. der grosse Polyglott, Brixen 1885; M. De Camillis, Il card. G. M., principe dei poliglotti, Roma 1937; G. Ricciotti, Il cardinale poliglotta, in Ecclesia, 9 (1949), pp. 457-60. Niccolò Del Re.