CALDORA, Giacomo. - Potente barone e capitano abruzzese, n. a Castel del Giudice, sul Sangro, nel 1368, e m. il 15 nov. 1439. Eletto capitano generale della Chiesa e della regina Giovanna (apr. 1424), insieme con Francesco Sforza mosse contro Braccio, a cui inferse sotto Aquila la famosa e sanguinosa sconfitta, in cui questi trovò la morte il 2 giugno 1424 (R. Valentini, Lo stato di Braccio e la guerra aquilana, in Arch. della soc. rom. di storia patria, 52 [1929], pp. 312, 318-31). La sua fama e la sua potenza, dopo che fu in possesso di tutte le terre toltegli da Braccio, raggiunse allora il massimo. Tutti gli stati italiani se lo contendevano, ma egli rimase fedele alla regina e al Papa. In compenso di una spedizione contro Bologna, ribellatasi al cardinale legato ( 1428 ), ottenne in pegno il castello di Bari e Carbonara, ed assunse il titolo di duca (1430).
Alla morte della regina Giovanna (1435), nella lotta che seguì tra i due contendenti al trono, Alfonso d'Aragona e Renato d'Angiò, il C. seguì quest'ultimo col favore di papa Eugenio IV, e da solo resistette sovente agli aragonesi. Morì improvvisamente durante un assedio al paese di Colle Sannita, e fu sepolto a Sulmona con grande onore.
Biol.: Fonti : tutti i cronisti del tempo, tra cui si citano: B. Fazio, Fatti d'Alfonso d'Aragona, trad. ital. di G. Mauro, Venezia 1580; Anon., Diurnali di Monteleone, Napoli 1895; P. Collemucrin, Compendio delle istorie del regno di Napoli (Sorittori d'Italia, 115), Bari 1929; G. A. Campano, De vita et rebus gestis Bracci Peralini, in Rerum ital. scriptores, XIX, iv, nuova ed., Bologna 1929; T. Caracciolo, De varietate fortunas, ibid. XXII, 1, ivi 1934, pp. 73-105. Tra gli storici più recenti: E. Riondi, Storia delle compagnie di ventura, II, Torino 1883; N. F. Faraglia, Storia della regina Giovanna II d'Angiò, Lanciano 1904; id., Storia della lotta tra Alfonso V d'Aragona e Renato d'Angiò, ivi 1908; G. Masciotta, Una gloria ignorata del Molise. G. C. nel suo tempo e nella posterità, Faenza 1926.
Renata Orazi Ausenda