CANOSSA, LUDOVICO DI

CANOSSA, LUDOVICO di. - Del ramo veronese dei conti di C. (che non discendono dalla famiglia della contessa Matilde), n. a Verona nel 1476 e m. ivi nel 1532. Per via delle parentele venne educato ed istruito alle corti dei Gonzaga di Mantova e dei Montefeltro d'Urbino, dove apprese così bene l'arte del vivere a corte, che fu scelto da Baldassarre Castiglione a formare il modello del cortigiano (Il Cortegiano, I, cap. 3).
Colto (sapeva assai di greco e ne raccoglieva libri e codici), amico di letterati ed artisti, fu stimato uno dei più abili e capaci diplomatici della sua età e venne presto adoperato, con successo, in ambascerie da Guidobaldo d'Urbino e da Giulio II, il quale il 10 febbr. 1511 lo nominò vescovo di Tricarico. Leone X lo scelse come suo maggiordomo e lo inviò come nunzio in Francia nel maggio 1513 dove riuscì a conciliare Luigi XII con Enrico VIII d'Inghilterra. Fu uno dei più ardenti partigiani della politica francese e nel sett. 1515 trattò la lega fra Leone X e la Francia che fu ratificata nell'ott. 11 24 ott. 1516 ebbe il vescovado di Bayeux e dal 1523 al 1529 fu ambasciatore della Francia a Venezia e per opporsi al predominio spagnolo, cooperò con Gian Matteo Giberti datario di Clemente VII a quella lega di Cognac, che fruttò all'Italia tanti mali ed a Roma il famoso sacco (1527). Nel 1529 si ritirò in una sua villa di
Grezzana, nell'otium elegans che era aspirazione degli umanisti del Rinascimento, non lontano da Verona. Nell'apr. 1531 rinunciò anche ai suoi vescovati.

Bibl.: C. Migliorazzi, L. di C. Ricerche storiche con documenti inediti, Città di Castello 1907, opera panegiristica; molte sue lettere sono alla biblioteca Capitolare di Verona, dalle quali C. Cavattoni trasse e pubblicò un manipolo (in Opuscoli Veronesi per l'elezione a vescovo di mons. Luigi di Canossa, Verona 1861; cf. Arch. st. ital., 2° serie, 15 [1862], pp. 82-84, dove è dato un p'ù esatto giudizio del C.); altre lettere sono nelle raccolte edite nel sec. XVI; G. B. Pighi, Giammatteo Giberti vescovo di Verona, Verona 1921, cap. 3, §§ 1-3, specie al cap. 19, dove si parlò di opere più compiute del C.; Pastor, IV, 1-2, pp. 186-89 e passim.