CANTATA. - La c. in genere ha le sue origini nel sec. xvir. La monodia accompagnata, succeduta alla polifonia cinquecentesca, dette occasione alla c. che sembra riassumere le due forme precedenti nell'uso promiscuo che fa del coro e del recitativo. Si distingue una c. da chiesa e una c. da camera. La prima si sviluppa principalmente in Germania raggiungendo perfezione di forma nell'arte di Bach. La seconda trova il suo terreno propizio in Italia, dove si manifesta in ben quattro scuole: a Firenze, a Venezia, a Roma e a Napoli.
La c. di chiesa si apre con un coro a più voci, seguito da una serie di arie e di duetti, concludendosi con altro coro finale. Bach ha lasciato una ricca serie di c.; se ne contano oltre duecento. La maggior parte sono per il servizio religioso protestante. La c. da camera, come dice il termine stesso, si eseguiva negli appartamenti delle case signorili, con pochi cantori, con pochi strumenti e senza parti corali. L'argomento non era mai religioso. Si può dire che la c. da camera, coltivando e sviluppando in ogni modo il canto a solo, ha preparato la musica da teatro.
A Roma, come a Venezia, la monodia fiorentina assume forme indipendenti per quanto ancora incerte. Luigi Rossi e Giacomo Carissimi le dettero forma stabile a Roma, il primo per la c. da camera, il secondo per quella da chiesa. Anche a Bologna la c. ebbe cultori illustri, quali il Cazzati, il Bononcini, il Perti. A Napoli, per il genio di Alessandro Scarlatti, la c. da camera raggiunse il più alto grado di interesse artistico, sia per gli argomenti sempre più drammatici, sia per lo strumentale sempre più nutrito, sia per la ricca vena melodica propria di quella terra. La forma della c. si esaurisce a Napoli con il 1700 . Dalla c. si determineranno due correnti : la musica strumentale pura e la musica teatrale.
Francesco Coradini