CAPODIFERRO, GEROLAMO

CAPODIFERRO, GEROLAMO. - Cardinale n. nel 1502 dalla famiglia dei Recanati, nobili napoletani, assunse il cognome materno di C. Entrato giovinetto alla corte del card. Alessandro Farnese (poi papa Paolo III), fece ben presto parte della Curia romana. Nel 1537 fu nunzio in Portogallo mentre col re Giovanni III vi erano gravi controversie specialmente quanto agli Ebrei convertiti; passò poi in Francia ove molto si adoperò per far accettare a Francesco I la bolla di apertura del Concilio di Trento. Nello stesso anno nominato tesoriere della Camera apostolica, insieme con il card. Ascanio Sforza fu incaricato di raccogliere dalle chiese ed altri luoghi più denaro per la guerra contro i Turchi. Nominato il 9 dic. 1544 cardinale del titolo di S. Giorgio in Velabro, fu datario e poi governatore della Romagna. Ritornò in Francia come legato (1547) per interessare Francesco I alla restaurazione cattolica dell'Inghilterra, e di nuovo nell'apr. 1553 presso Enrico II per comporre la pace tra lui e l'imperatore Carlo V, ma senza ottener nulla; e al principio di ott. ritornò in Italia. A Roma si costruì il magnifico palazzo passato poi agli Spada. M. a Roma il 10 dic. 1559 ed è sepolto in S. Maria della Pace.

BIBL.: G. Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, VIII, Venezia 1842, pp. 62-63; Pastor, V e VI passim, Renata Orazi Ausenda