CARLO dell'ASSUNZIONE. - Teologo carmelitano, al secolo C. de Bryse, figlio di Giovanni, governatore di Marienburg, n. a St-Ghislain (Hainaut), nel 1625, m. a Lilla il 23 febbr. 1686. Destinato alla carriera militare, partecipò quale ufficiale alla battaglia contro i Francesi presso Lens (1648), nella quale fu fatto prigioniero e condotto a Parigi. Liberato, ritornò in patria, ed entrò, forse commosso per la morte quasi improvvisa di suo zio, il marchese Molenghien, nell'Ordine dei Carmelitani scalzi, a Douai (1653), dove fece, l'anno seguente, la professione, Ordinato sacerdote (1659), si diede ad una rigidissima osservanza della regola. Insegnò inoltre teologia nel convento di Douai, di cui fu più volte priore e definitore. Fu anche due volte superiore della provincia gallo-belgica.
Le prime opere, nelle quali sostenne la « scientia media » contro la « praedeterminatio physica », cioè Auctoritas contra praedeterminationem physicum pro scientia media (Douai 1660), Scientia media ad examen revocata (ivi 1670) furono da lui pubblicate sotto lo pseudonimo « Germanus Philalethes Eupistinus ». A questa dottrina si oppose il p. Henneguer, con il suo trattato Vanitas triumphorum (Douai 1670). Dopo di che, il p. C. mutò sentenza, aderendo a quella dei tomisti, e scrisse Thomistarum triumphus, i.e. ss. Augustini et Thomae summa concordia circa scientiam mediam, naturam puram, aut duplicem Dei amorem, libertatem, contritionem et probabilitatem (I, Douai 1670, 2ª ed. ivi 1672; II, ivi 1673). In quest'opera, che contiene i quattro trattati De natura pura seu de duplici Dei amore, de libertate, de contritione, de probabilitate, egli confutò le obiezioni dei molinisti. A lui rispose di nuovo il gesuita Franc. Fourmestraux, in risposta al quale il p. C. aggiunse ai due volumi dell'opera suddetta un terzo volume, con il titolo Thomistarum triumphus in perpetuum firmatus (Douai 1674), ed in seguito Funiculus triplex, quo necessitas angelici luminis D. Thomae ad veram s. Augustini intelligentiam insolubiliter stringitur, adversus Buium, Molinam et Jansenium (Cambrai 1675).
Durante il suo provincialato il p. C. pubblicò, senza il suo nome e senza l'approvazione dei superiori maggiori,
l'opera Pentalogus diaphoricus, sive quinque differentiarum rationes, ex quibus verum judicatur de allatione absolutionis (s. l. 1678), in cui insegnava che un penitente che si confessa ogni settimana dei medesimi peccati gravi, deve essere assolto. Quest'opera fu, dal generale dell'Ordine, con decreto del 3 genn. 1679, condannata ad essere pubblicamente bruciata, e con decreto del 5 sett. 1684 condannata e messa all'Indice, « donec corrigatur ». Con licenza del generale il libro fu da lui corretto e pubblicato, in lingua francese, sotto il titolo Éclairissement touchant l'usage de l'absolution des consubsidiaires et récidives, selon s. Thomas avec trois règles pour la fréquente communion (Lilla 1682). Quando il vescovo di Tournai contro questa nuova edizione pubblicò una seconda lettera pastorale, il p. C. difese la sua sentenza con il trattato Vindiciorum postulatio a Jesu Christo (Liegi 1683).
Ambrogio di Santa Teresa