CATALANI, MICHELE. - Patrizio di Fermo, dove n. il 27 sett. 1750; m. a Bologna il 10 maggio 1805. Fu alunno, nelle scuole locali dei Gesuiti, del Morelli e del Lanzi. Ammesso nella Compagnia di Gesù il 20 nov. 1766, dopo la soppressione (1773) fece parte del clero diocesano, e si diede alla ricerca storica ed archeologica, salendo in grande fama.
Il 18 marzo 1782 fu nominato canonico della Metropolitana. Fu tumulato nella certosa di Bologna.
Forte tempra di studioso, ha lasciato molte opere, tutte eccellenti per oculata critica ed elegante veste letteraria, specialmente latina. Si ricordano: 1) Della origini dei Piceni (Fermo 1777); 2) Origini e antichità fermane (ivi 1778), ambedue accolte nelle Antichità picene di G. Colucci (I e II); 3) Memorie della Zecca e delle monete fermane (Bologna 1782), inserite nel t. III della Nuova raccolta delle monete e Zecche d'Italia di G. A. Zanetti; 4) De Ecclesia Firmana, eiusque episcopis et archiepiscopis commentarius (Fermo 1783), cui hanno attinto tutti gli storici posteriori, fermani e non fermani; 5) Memorie storiche di s. Vittoria V. e m. (Camerino 1778, Fabriano 1807).
Curò l'edizione del commentario di Enea S. Pic-
piccolomini (Pio II) De rebus Basilicae gestis stante vel dissoluto concilio secondo il manoscritto vaticano, dimenticato (Fermo 1803), e la 2ª ed., con cambiamenti ed aggiunte, della Vita di s. Fernando, abate benedettino, descritta da G. Marsigliano (ivi 1784). Molto importante è anche il suo commentario De vita et scriptis Dominici Capranica (ivi 1793). Altre sue opere rimasero inedite.