CELESTINO II, PAPA. - Guido di Città di Castello, fu nominato da Onorio II cardinal diacono di S. Maria in via Lata e trasferito da Innocenzo II al titolo presbiteriale di S. Marco. Dopo aver spiegato un'intensa attività quale legato, al seguito del suo Pontefice e contro Anacleto II ed in Curia, fu chiamato a succedere, il 26 sett. 1143, appunto a Innocenzo per i brevi mesi che ancor gli restavano di esistenza. Giovane, era stato uditore di Pietro Abelardo a Parigi; pontefice, chiamò a Roma l'antico condiscopolo Roberto Pulleyn, divenuto maestro di S. Scrittura e di filosofo aristotelico, elevandolo al cardinalato. Resse la Chiesa tra i torbidi della rivoluzione popolare capeggiata da Arnaldo da Brescia e andò a morire (3 marzo 1144) nel chiostro fortificato del Palladio (S. Maria in Pallara), sul Palatino, dove si era svolta alcuni anni prima l'atroce scena di violenza che aveva inaugurato il pontificato di Gelasio II.
CELESTINO II, PAPA
BIBL.: Per l'attività del cardinale: J. M. Brixius, Die Mitglieder des Kardinalkollegiums V. 1130-87, Berlino 1912, p. 22 sg.; P. F. Palumbo, Lo scisma del MCXXXV, Roma 1942 (cf. indice: s. V. GUIDO DA SIENA. Maria in via Lata). Sul Pontefice: J. M. Watterich, Pontificum Rom. vitae, II, Lipsia 1862, p. 276 sg.; Hefele-Leclercq, V, pp. 760 e 795; F. Gregorovius, St. della città di Roma nel medioevo, II, Roma 1901, pp. 504 sg.; A. Corsetti, L'intervento del popolo nell'elezione di C. II (1143), Velletri 1920; A. Wilmart, in Rev. bénédictine, 35 (1923), pp. 98-102. Pier Fausto Palumbo.