Enciclopedia Cattolica vol. III, 1949 Arte Scrittori e storici d'arte

CENNINI, CENNINO

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Noto anche come: Cennino d'Andrea Cennini

CENNINI, CENNINO. - Pittore e scrittore, n. a Colle Val d'Elsa, m. forse a Padova dopo il 1398. A Padova, il C. lavorò per i Carraresi, come attestano i documenti del 1398, e sposò una donna di Cittadella.

Il suo nome è legato al Libro dell'arte, redatto a Firenze intorno al 1390; la copia più antica è del 1437. Il C. vanta la propria discendenza artistica da Giotto, avendo egli avuto a maestro Agnolo Gaddi, figlio di Taddeo, scolaro di Giotto. Il Libro dell'arte è un ricettario ma tende a insegnare a divenire pittore e precisa concetti, anche teorici, relativi alla pittura. «È questa un'arte che si chiama dipingere, che conviene avere fantasia... di trovare cose non vedute (cacciandosi sotto ombra di naturali)... dando a dimostrare quello che non è, sia». L'artista dunque deve creare di fantasia, ma deve fare in modo che la fantasia appaia realtà. Il Libro tratta in vari capitoletti della tecnica del disegno, dei colori, dell'affresco, della pittura a olio, della pittura a secco; insegna a macinare i colori, a prepararli, a stendere l'oro sulla tavola; accenna alla dottrina delle proporzioni. Altri passi echeggiano il gusto tardogotico fiorentino in rapporto allo stile, non al mestiere: a proposito della linea, ad es., e del rilievo, del colore, del modo di ritrarre i volti, i casamenti, i paesi. Si consiglia tra l'altro all'esordiente di seguire un maestro, se voglia ottenere uno stile personale; lo si mette in guardia contro i pericoli dell'eclettismo; gli si raccomanda d'ispirarsi alla natura. Infine si danno suggerimenti per lavori di scopo decorativo, quali cassoni, stoffe, oggetti in metallo, ecc.

Il Libro dell'arte si distingue dagli scritti medievali del genere, non soltanto per essere il primo in volgare, ma anche perché rivela una coscienza nuova dell'arte: per essa il suo autore comprende che Giotto «rimutò l'arte del dipingere di greco in latino e ridusse al moderno». Il C. inaugura, inoltre, a proposito dell'arte, una terminologia che sarà quella usata nei secoli successivi: a lui si devono espressioni quali «disegno, rilievo, sfumare, ignudo, maniera», ecc., che hanno già il significato d'oggi.

Bibliografia3 opere
BIBL.: M. H. Bernath, s. v. in Thieme-Becker, VI, pp. 282-283 (con bibliografia); J. v. Schlosser-Magnino, La lett. artistica, Firenze 1931, pp. 77-83; L. Venturi, St. d. critica d'arte, ivi 1945, pp. 116-21 (con la bibl. più recente).

Mary Pittaluga

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Di Mary Pittaluga

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), coll. 1291–1292.

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Pagina 754
vol. 3, coll. 1291–1292

Altre voci di Mary Pittaluga: CONDIVI, ASCANIO · BALDOVINETTI, ALESSIO (ALESSO) · BAGLIONE, GIOVANNI

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Pittaluga, Mary. “Cennini, cennino.” In Enciclopedia Cattolica, vol. III, coll. 1291–1292. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949. https://azioneromana.com/it/article/cennini-cennino.

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Pittaluga, Mary. “Cennini, cennino.” Enciclopedia Cattolica, vol. III, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949, coll. 1291–1292. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/cennini-cennino.

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