CESAREA DI FILIPPO

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CESAREA di Filippo. - Città alle falde meridionali del monte Hermon, ove al tempo di Giosuè sorgeva Bs'al Gādh. Anticamente la città e la regione si chiamavano Paneas (nome che sopravvive nell'odierno Banyās), in onore del dio Pan al quale era dedicata la grotta donde sgorgava la sorgente orientale del Giordano. In onore di Augusto, Erode il Grande vi edificò un tempio, e suo figlio Erode Filippo, tetrarca dell'Iturea e della Traconitide, ampliò ed abbellì la città chiamandola C. Per distinguerla dalla omonima città marittima della Palestina, essa venne detta C.Paneas, oppure C. d. F.: con questo nome è ricordata nei Vangeli. Erode Agrippa II le diede il nome di Neronias, che fu presto dimenticato.
Nelle vicinanze di questa città Pietro pronunciò la professione di fede, ricambiata dalla promessa del primato : "Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa"

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(Mt. 16, 13-20). Non pare che Gesù sia entrato in questa città pagana. Un'antica leggenda cristiana riferita da Eusebio (Historia eccl., VII, 18) fissi presso C. la guarigione della amoriosa (Mt. 9, 20 e paralleli), alla quale, più tardi, fu attribuito il nome di Veronica.
Rimangono tracce dell'antica Paneas e del tempio costruito da Erode. Nella grotta vi sono iscrizioni e nicchie votive. Dal sec. IV fu sede d'una diocesi suffragane da Tiro, rinnovata per breve tempo con il rito latino durante le Crociate. Fu riconquistata definitivamente da Núr ed-din nel 1165. Attualmente è diocesi titolare latina. Nel 1886 fu rettore un vescovato melkita con 30 tra chiese e parrocchie, 2710 cattolici su 50.000 ab.

Bibl.: E. Le Camus. Césarée de Philippe, in DB, II, coll. 450-56; A. E. Mader, Césarée Paniaa od. Césarée Philippi, in LThK. II, coll. 776; G. Perrella, I Luoghi Santi, Piacenza 1936, pp. 176-81.