CHILLINGWORTH, WILLIAM. - Teologo protestante inglese e principale fautore del latitudinariismo, n. a Oxford il 6 ott. 1602, m. a Chichester (Sussex) il 30 genn. 1644. Non appena ebbe terminati gli studi nella sua città natale si convertì alla religione cattolica, che poi abbandonò (1634) per ritornare in seno al protestantesimo. Si occupò con competenza di matematica, di poesia e specialmente di teologia.
È noto soprattutto per l'opera The religion of protestants a safe way of salvation (Oxford 1638). In essa il C. si rivolge contro il gesuita Mattia Wilson (m. nel 1656) e vi espone il suo latitudinariismo. Partendo dalla distinzione tra ciò che è essenziale e ciò che non lo è, l'autore riduce il cristianesimo alla professione di poche verità fondamentali di ordine prevalentemente pratico, tollerando il disaccordo su tutto il resto. I latitudinari, così chiamati dai loro avversari, che li consideravano come sostenitori della via larga, non solo non raggiunsero lo scopo del loro movimento, che era quello di eliminare le interminabili controversie e le gravi divergenze esistenti tra le varie sette protestanti, ma caddero nell'indifferenzia religiosa, per non aver saputo realizzare l'accordo neppure nei confronti delle stesse verità fondamentali. Il latitudinariismo preparò così il Broad Church Party, nel quale più tardi si fuse.
CHILLINGWORTH, WILLIAM
BIBL.: T. Birch, C.'s Works, Londra 1742; K. Schrödl, Latitudinarier, in Kirchenlexikon, VII, coll. 1504-1505; E. A. George, Men of Latitude, Oxford 1908, passim.